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domenica 3 marzo 2019
di José de Arcangelo
The Guilty-Il colpevole
Tensione telefonica nella sorprendente opera prima del danese Moller
Vincitore del Premio del pubblico al Sundance, Torino Film e Rotterdam Film Festival, arriva nei cinema italiani il coinvolgente dramma thriller The Guilty- Il colpevole, sceneggiato - con Emil Nygaard Albertsen - e diretto dal danese Gustav Moller, con Jakob Cedergren protagonista assoluto.

Quindi, un claustrofobico dramma sui toni del thriller, fra suspense e tensione, che narra dell’ex agente di polizia e operatore telefonico al centralino per le emergenze, Asger Holm (inimitabile e intenso Cedergren), che riceve una chiamata da un donna che è stata rapita. Ma quando la conversazione si interrompe di colpo, comincia da parte dell’uomo l’ossessiva ricerca della donna e del suo sequestratore. Riesce a individuare l’indirizzo della donna, a parlare al telefono con la sua figlioletta…

Il tutto ambientato in una stanza del 911  e con il nostro eroe continuamente al telefono. Ma né lui né lo spettatore possono vedere gli interlocutori, solo ascoltare le loro voci, unica ambigua pista. il tutto in soli 85’ a ritmo serrato.
Una sorprendente opera prima che mostra un’incredibile maturità artistica e professionale del regista e della sua troupe composta dai suoi compagni della National Film School of Denmark, tutti esordienti. Jakob Cedergren, invece, è un attore che riesce a trasmettere allo spettatore emozioni e sentimenti, angoscia e tormenti, come pochi altri.

Un uomo che vuole fare del bene e finisce per fare del male afferma Moller. La certezza e la sicurezza sono il motore del suo stato mentale di solitudine, tra senso di colpa e altruismo. Il viaggio di un uomo sicuro di sé che lo trasporta verso il dubbio e infine, forse, ad una conclusione più positiva.

L’idea originale mi fu ispirata da una telefonata reale, effettuata al 911, da una donna che era stata sequestrata continua Moller. La donna stava viaggiando su un’automobile e, siccome era seduta a fianco del suo rapitore, era costretta a parlare in codice. Inizialmente rimasi colpito, come lo sarebbe stato qualsiasi altro ascoltatore, dalla suspense della chiamata, ma poi incominciai a riflettere su ciò che la rendeva così intrigante. Anche se avevo ascoltato soltanto una registrazione mi era sembrato di potere vedere le immagini. Ero riuscito a vedere la donna, la macchina su cui si trovava, le strade che la vettura percorreva e anche il rapitore seduto accanto a lei. Compresi che ogni singola persona, ascoltando quella telefonata, avrebbe potuto visualizzare immagini differenti: una donna diversa, un diverso rapitore e così via.

Nelle sale italiane dal 7 marzo 2019 distribuito da Bim e Movies Inspired 

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http://www.bimfilm.com

 
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