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lunedì 25 febbraio 2019
di Claudio Fontanini
Croce e delizia
Gassmann e Bentivoglio capifamiglia innamorati nel divertente film di Godano
Uno scontro di civiltà combattuto all’interno di due famiglie distanti anni luce. Dopo il felice esordio con Moglie & Marito, Simone Godano alza il tiro con Croce e delizia, la sua opera seconda (la più difficile, quella della conferma) prodotta da Matteo Rovere e Roberto Sessa

L’eccentrico e vanesio mercante d’arte Tony Casatelvecchio (Fabrizio Bentivoglio) e il pescivendolo di Nettuno, Carlo Petagna (Alessandro Gassmann) sono amanti innamorati da un anno e mezzo ed è arrivato il momento di dare l’annuncio del loro matrimonio alle rispettive famiglie che non sanno nulla della loro relazione. Ma come conciliare le esigenze le opinioni di due parentati agli antipodi? 

L’occasione è una vacanza estiva forzata organizzata dai due capifamiglia che costringeranno le due tribù a trascorrere le giornate al mare quasi sotto lo stesso tetto. Tra primogeniti invidiosi e rancorosi (Jasmine Trinca e Filippo Scicchitano), ex mogli più interessate al testamento che al nuovo corso affettivo (Lunetta Savino), parigine adottate (Clara Ponsot) e spose col pancione (Rosa Diletta Rossi) andrà in scena una vera e propria guerra di potere nella quale in ballo ci sono convenienze e convivenze. 

Tra slanci di sano egoismo e bagni en plain air, razzi sparati e tirate di marijuana, donazioni obbligatorie e balli di gruppo, attacchi di panico e scuse in francese, Godano si mette sapientemente al servizio del suo ottimo cast in un film che miscela, non sempre a dovere, omosessualità e conflitti famigliari, accettazione degli altri e pregiudizi sociali. Così Croce e delizia, una sorta di Ferie d’agosto 2.0 in salsa gay, ammicca e diverte, fa riflettere e sconfina nel paradossale in una resa dei conti affettiva nella quale c’è chi troverà il padre che non ha mai avuto e chi imparerà che i modi sono sostanza. 

Coi bambini che naturalmente guardano e capiscono tutto prima degli adulti indicando la strada per un mondo migliore. Affiatati e credibili Gassmann e Bentivoglio guidano la carovana tra scenate e momenti di intimità in un film che avrebbe dovuto avere maggior coraggio nello spingere il pedale della denuncia all’omologazione e al falso perbenismo. 

Coi momenti delle confessioni di Gassmann che risultano non a caso i migliori del film (quello all’ospedale con Jasmine Trinca e quello a bordo piscina col figlio più piccolo) a dispetto di qualche situazione un po’ forzata e ripetitiva condita da battute che non sempre vanno a segno. Così resta un film divertente e leggero che ha il pregio di non giudicare nessuno dei personaggi.


  
In sala dal 28 febbraio distribuito da Warner Bros. Pictures


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