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lunedì 4 febbraio 2019
di Cristina Giovannini
Le nostre battaglie
Un film sulla paternità toccante e realista

La precarietà del lavoro, il sindacato e la lotta sociale, una famiglia sulle spalle, dei figli da crescere, i soldi che non bastano mai: sono davvero tante le battaglie quotidiane da ingaggiare su più fronti insieme agli imprevisti che ne aumentano il carico.
Come, ad esempio, la fuga improvvisa da casa di una moglie e di una madre che non riesce più a reggere il peso di una vita così gravosa.
Il belga Guillaume Senez, dopo l’esordio di Keeper, con Le nostre battaglie firma una pellicola emotivamente intensa, realista, scevra da facili pietismi.

Presentato come alla Semaine de la Critique del Festival di Cannes e vincitore del Premio del Pubblico all’ultimo Torino Film Festival, Le nostre battaglie racconta la storia di Olivier un uomo che dedica tutto se stesso alla lotta contro le ingiustizie al fianco dei propri compagni di lavoro. Quando, da un giorno all’altro, sua moglie Laura abbandona la loro casa, Olivier dovrà imparare a trovare un nuovo equilibrio tra i bisogni dei figli, le sfide della vita quotidiana e il suo lavoro.
Nell’intreccio di questa trama ben articolata, sono due le tematiche principali:  i problemi occupazionali in fabbrica e la scomparsa della moglie.

Il regista, a onor del vero, riesce ad evitare brillantemente di scadere nel clichè del cinema socio-politico di denuncia (Ken Loach docet), tematica fin troppo abusata e preferisce virare sugli aspetti umani e intimisti focalizzandosi su una famiglia e una coppia come tante, che fatica ad arrivare a fine mese, i cui equilibri sono precari e fragili.
Quando la donna fugge di casa senza un motivo apparente  facendo perdere le sue tracce, (fatto salva una stringata cartolina ai figli che arriverà di lì a qualche tempo), tutto crolla inesorabilmente.

Visto da questa angolazione, Le nostre battaglie è piuttosto un film sulla paternità e questo uomo così smarrito ed impreparato, mirabilmente interpretato da un toccante Romain Duris, abbandonato con due bambini piccoli (raramente visto al cinema) riuscirà a mantenere unita la sua famiglia, a trovare un equilibrio tra gli impegni professionali e le incombenze quotidiane. Aiutato in questo proprio dai suoi bambini Elliot e Rose, i giovanissimi e bravissimi Basile Grunberger e Lena Girard Voss.

Tra colazioni e cene da preparare, bambini da accudire ed accompagnare a scuola, sedute dalla psicologa, interrogativi senza risposte, zie e nonne baby sitter, legami tra fratelli che si rinsaldano, incontri amorosi di una notte, decisioni da prendere per il futuro le vere battaglie, sembra suggerire il regista, quelle più radicate dentro di noi per cui vale davvero la pena di spendersi ruotano tutte intorno alla sfera del nostro privato e soprattutto al calore degli affetti.

In sala dal 7 febbraio 2019 distribuito da Parthenos



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