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lunedì 21 gennaio 2019
di Claudio Fontanini
LA FAVORITA
Un triangolo sentimental-politico tutto al femminile nel film di Lanthimos candidato a 10 Oscar
Girato come una farsa da camera da letto dalle conseguenze globali e imperniato su un gioco di ruolo tutto al femminile dove è in ballo il potere, La favorita arriva in sala sulla scia del Gran premio della Giuria all’ultima Mostra del cinema di Venezia e della Coppa Volpi alla miglior attrice (Olivia Colman), una delle tre prodigiose interpreti di questa pellicola che dietro parrucche e vestiti sfavillanti nasconde una guerra privata combattuta a colpi di manipolazioni e dipendenze
Girato come una farsa da camera da letto dalle conseguenze globali e imperniato su un gioco di ruolo tutto al femminile dove è in ballo il potere, La favorita- primo film in costume e terzo lungometraggio in lingua inglese del greco Yorgos Lanthimos dopo The lobster e Il sacrificio del cervo sacro- arriva in sala sulla scia del Gran premio della Giuria all’ultima Mostra del cinema di Venezia e della Coppa Volpi alla miglior attrice (Olivia Colman), una delle tre prodigiose interpreti di questa pellicola che dietro parrucche e vestiti sfavillanti nasconde una guerra privata combattuta a colpi di manipolazioni e dipendenze

Siamo nell’Inghilterra del ‘700 e la capricciosa, frustrata e malata (di gotta) regina Anna (Olivia Colman che ha vinto anche il Golden Globe per la miglior attrice) governa una nazione in guerra con la Francia (di fatto la prima dell’era moderna) e spaccata all’interno. 
Ma a tessere le fila e a prendere di fatto le decisioni più importanti (proprio come avviene in Vice di McKay con l’accoppiata Dick Cheney-George W.Bush) è la sua amica d’infanzia e consigliera personale Sarah Churchill (Rachel Weisz), acuta ed attraente duchessa di Marlborough col marito al fronte e le sorti dell’Inghilterra al centro dei suoi pensieri. 

Il forte e apparentemente indissolubile legame tra le due donne (c’è di mezzo anche una relazione sessuale) verrà sconvolto dall’arrivo a Corte dell’affascinate e pragmatica Abigal, cugina di sangue di Sarah dal passato aristocratico e costretta a reinventarsi cameriera dopo essere stata ceduta dal padre a 15 anni a un corpulento tedesco per un debito di gioco (Come ho resistito? Gli ho fatto credere che il ciclo durasse 28 giorni…). 

Tra corse di anatre al ralenty e 17 conigli nell’appartamento della Regina (Sono i miei bambini dice Anna ad Abigal rivelandole di averne scelto uno per ogni gravidanza interrotta), erbe miracolose trovate nel bosco e colpi di tosse rivelatori, soda caustica e bagni di fango, avvelenamenti e ricatti, il film di Lanthimos viaggia con la macchina da presa fra le stanze del potere con un uso spericolato e sfrenato del grandangolo e della panoramica a 360°

Un luogo nel quale ci si può anche perdere (lo fa la Regina piangente e sofferente rimessa sulla strada delle sue stanze da un valletto premuroso) e dove, soprattutto, si consumano inganni e si subiscono ricatti mascherati da interessi di stato
Sottile e ammaliante, perfido e rivelatore dell’animo femminile, La favorita- una sorta di Barry Lyndon al femminile girato in 35mm con luce naturale- prende spunto dalla storia vera dell’ultima (e storicamente meno nota) discendente della casa regnante britannica degli Stuart per camminare sul filo rosso della Storia e trasportarci ai giorni nostri. 

Dove interessi, favori e seduzioni aggiornano al terzo millennio le ambizioni e il ruolo della donna in un concentrato di affari di stato e sentimenti repressi che dimostrano come in fondo l’esercizio del potere non fa rima con la pietà. Con gli uomini relegati sullo sfondo della vicenda e tratteggiati come macchiette (si veda la prima notte di nozze di Abigal) e le lenti anamorfiche che riflettono, come in uno specchio convesso, la complessità del pianeta donna. Ieri come oggi. 

Scene (Fiona Crombie) e costumi (Sandy Powell) da Oscar (il film ha ottenuto 10 candidature) e musiche, ossessive e conturbanti, di Johnnie Burn. Un quarto d’ora in meno (soprattutto nella parte centrale, che sconta non poche ripetizioni) e sarebbe stato un capolavoro del genere. 

In sala dal 24 gennaio distribuito da Twenthy Century Fox


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