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lunedì 17 dicembre 2018
di Claudio Fontanini
THE OLD MAN & THE GUN
Redford nei panni di un arzillo rapinatore di banche nella sua ultima ed emozionante prova d’attore
Alla Festa di Roma, dove è stato presentato nella selezione ufficiale, ha scatenato applausi e commozione. L’ultima prova d’attore di Robert Redford (l’attore ha annunciato il suo ritiro dalle scene cinematografiche a 81 anni) è un vero e proprio gioiello recitativo che brilla di luce riflessa su una carriera lunga 60 anni e rievocata in una delle sequenze più emozionanti dell’anno
Alla Festa di Roma, dove è stato presentato nella selezione ufficiale, ha scatenato applausi e commozione. L’ultima prova d’attore di Robert Redford (l’attore ha annunciato il suo ritiro dalle scene cinematografiche a 81 anni) è un vero e proprio gioiello recitativo che brilla di luce riflessa su una carriera lunga 60 anni e rievocata in una delle sequenze più emozionanti dell’anno. 

In The old man & the gun di David Lowery, Redford è Forrest Tucker, capo di una banda di arzilli vecchietti e personaggio a sé nelle eccentriche classifiche dei fuorilegge più famosi. Rapinatore di banche professionista (ma non usava mai la pistola) Tucker era riuscito ad evadere dal carcere per ben 17 volte e aveva messo a segno numerosi colpi anche dopo i 70 anni. 

Basato sull’articolo del New Yorker di David Grann, il film di Lowery filma l’ultima fase della carriera di questo fuorilegge carismatico e gentile che divenne un caso federale (93 rapine in due anni in 5 Stati) e sembra cucito su misura sulla pelle di Redford. A dargli la caccia, siamo negli anni ’80, un detective solitario e frustrato (l’ottimo Casey Affleck), ad affiancarlo i suoi vecchi complici (Danny Glover e Tom Waits) e a riscaldargli il cuore una vedova (Sissy Spacek) che vive in un ranch e sogna di redimerlo. 

Il tempo che passa inesorabile e l’avvicinarsi alla fine del cammino, le ossessioni di una vita e i rimpianti coi quali fare i conti, il bisogno di essere se stessi e la vocazione al crimine. The old man & the gun affronta temi seri con una miracolosa leggerezza stilistica che fa di questa mitica epopea da western moderno un vero e proprio inno ad un antieroe in cerca di emozioni forti. Con stile, classe, ironia ed eleganza il protagonista del film gioca al gatto col suo inseguitore che finirà per ammirarlo e diventarne lo specchio riflesso di esistenze al bivio. 

Tra liste di cose che mancano da fare e cassiere di banca rapinate e consolate al primo giorno di lavoro, fughe a cavallo e filosofie di vita (A lui non interessa guadagnarsi da vivere ma vivere dice uno che conosce bene Tucker), chiacchierate in veranda, anelli rubati in gioielleria per amore (o forse no…) e incontri inaspettati alla toilette, il film di Lowery è una festa per lo spirito che dà il meglio nei meravigliosi duetti tra Redford la Spacek

Come succedeva con Jane Fonda in Le nostre anime di notte (a Venezia 2017) anche qui le reticenze iniziali e le diffidenze caratteriali si fanno a poco a poco affettuosa complicità e progetto di vita (quella che resta) in comune. Attori immensi capaci di regalare allo spettatore tesori di emozioni attraverso un semplice sguardo o il movimento di una mano. Con le facce segnate dal tempo che sfidano destini e nuove mode e un montaggio di spezzoni d’epoca di fughe del passato sullo schermo che rendono Redford invincibile e immortale. Ripensaci Robert

In sala dal 20 dicembre distribuito da Bim  


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