martedì 18 giugno 2019 ore 19:01   
Torna alla home page
 
Torna la home page Home Page La redazione Agenda Archivio notizie  Contatti 
 Aggiungi a preferiti 
 

Cerca nel sito



 

Mailing list

 Sesso: 
M F
 Età: 

indirizzo email

leggi regolamento


 

 

Realizzazione:
www. Siti.Roma.it

 

Home » Cinema » Recensioni  
domenica 16 dicembre 2018
di Claudio Fontanini
Capri-Revolution
Utopie e arte della dialettica nel film di Martone che parla al presente
Un’isola che diventa metafora di un mondo in divenire, una storia di trasgressione ed emancipazione femminile, un film ambientato nel 1914 che parla ai giorni nostri con l’arte della dialettica. 
Presentato in concorso all’ultima Mostra del cinema di Venezia, Capri- Revolution, il nuovo e magnifico film di Mario Martone inizia dove finiva Il giovane favoloso quattro anni fa. Ovvero dai versi de La ginestra di Leopardi su progresso e natura, i poli opposti di questo nuovo viaggio verso l’ignoto e la libertà firmato con mano sicura da uno degli ultimi maestri del nostro cinema. 

Prendendo spunto dall’esperienza della comune che il pittore Karl Diefenbach creò a Capri tra il 1900 e il 1913, Martone rielabora nella più totale libertà espressiva quell’esperienza trasformando quel personaggio in un artista performativo (sullo schermo l’ottimo Reinout Scholten van Aschat) la cui filosofia deriva dai concetti che verranno elaborati molti decenni più avanti da Joseph Beuys
Accomunata a quella di Monte Verità in Svizzera (dove si sviluppò la danza moderna) l’esperienza caprese divenne una sorta di rivoluzione umana praticata attraverso l’Arte e in cui il rapporto con la natura ne è parte essenziale. 

A immergersi in questa speciale comune di nordeuropei sarà una giovane capraia locale (la bravissima Marianna Fontana, una delle gemelle di Indivisibili) che dopo la morte del padre e sotto la spinta dei due fratelli rifiuta un matrimonio combinato e coltiva la spinta dell’utopia fino a conquistare, nel bellissimo finale, la propria indipendenza. Con quella giovane ribelle analfabeta che imparerà a conoscere a poco a poco se stessa e gli altri liberandosi di vestiti come gabbie e di regole non scritte ed imposte. 

Ipnotico e politico, affascinante e complesso come la vita, Capri-Revolution (girato in Cilento tra scenari mozzafiato di mare e monti) parla di modelli sociali e ideali da proteggere, muri da abbattere e odore di morte (l’Italia sta per entrare in guerra), manipolazioni, medicina e potere dell’invisibile in quello che diventa un vero e proprio inno alla forza dell’Arte (Quella grande non impone mai se stessa ed è il vero capitale dice Seybu) e al suo valore politico. 

Tra tempi nelle grotte e rabdomanti in cerca d’acqua, compagni  operai e elettricità in arrivo, balli intorno al fuoco e voli sospesi sul mare, sacrifici pagani, madri apparentemente remissive (da brivido il dialogo in sottofinale tra la Fontana e Donatella  Finocchiaro) e fughe di notte, il film di Martone si snoda tra istinto e forma, spiritualismo e materia in quella che diventa anche, in sottotesto, una storia d’amore (la capraia è combattuta tra l’artista e il giovane medico di stato del paese, Antonio Folletto) oltre che di emancipazione femminile (era dai tempi de LAmore molesto che Martone non faceva una donna protagonista di un suo film). 

Con la sessualità come via di conoscenza spirituale e la consapevolezza che la rivoluzione siamo noi. Perché ieri come oggi leggere un libro, ascoltare una canzone o vedere un film possono schiudere orizzonti inaspettati e dirci che un altro mondo è possibile. Anzi, necessario. 
Che umani siamo se non proviamo compassione? chiede sgomenta la capraia ai due fratelli che si arruolano al fronte. Una domanda che andrebbe riproposta oggi di fronte ai vento d’intolleranza che spira  sempre più forte. Pieno di luce, calore e colori, Capri-Revolution- sceneggiato da Martone con la storica dell’arte Ippolita di Majo- è un balsamo per le nostre menti e una carezza ai nostri cuori. 

Una lezione morale e civile impartita da un grande autore che dispiega tutta la sua cultura senza mai salire in cattedra. Dovrebbero vederlo i giovani questo film per capire quello che stiamo perdendo e trovare quello che cercano. Cinque film all’anno come questo e l’Italia sarebbe un paese migliore. Da non perdere. 

In sala dal 20 dicembre distribuito da 01        


Links correlati
http://www.01distribution.it

 
Segnala a un amico
Vi è piaciuto questo articolo? Avete commenti da fare?
Scrivete alla redazione
 












Foto dal web

Altri articoli di interesse
16-6
Cinema
La prima vacanza non si scorda mai
di Cristina Giovannini
12-6
Cinema
I MORTI NON MUOIONO
di Claudio Fontanini
3-6
Cinema
JULIET, NAKED
di Claudio Fontanini
31-5
Cinema
L’angelo del crimine
di José de Arcangelo
27-5
Cinema
ROCKETMAN
di Claudio Fontanini
24-5
Cinema
Pallottole in libertà
di Cristina Giovannini
24-5
Cinema
Quel giorno d’estate
di Cristina Giovannini

 
© Cinespettacolo.it - Direttore Responsabile: Anna de Martino - Testata in attesa di registrazione al Tribunale di Roma