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giovedì 6 dicembre 2018
di José deArcangelo
La casa delle bambole
Il thriller cupo e ossessivo di Pascal Laugier ambientato in una villa infestata
Arriva nei cinema italiani in ritardo (in patria è uscito lo scorso marzo) La casa delle bambole (Ghostland), scritto e diretto dal francese Pascal Laugier – già autore di Saint Ange, Martyrs e I bambini di Cold Rock. Un horror di produzione franco-canadese, dalla struttura classica e dalle atmosfere inquietanti che si rifà a quelli degli anni Sessanta, fra thriller psicologico e case infestate, allora non diventate filone. Infatti, l’orrore viene soprattutto dal passato e risiede nella mente delle protagoniste, aggredite in casa anni prima. E così tutto si fonde e si confonde in un incubo senza fine.

Pauline (Mylène Farmer) e le figlie adolescenti, Beth (Crystal Reed) e Vera (Anastasia Phillips), ricevono in eredità dalla vecchia zia Clarissa una villa piena di cimeli e bambole antiche che rendono l’atmosfera casalinga tetra e inquietante. Durante la notte, due intrusi penetrano nella casa e prendono in ostaggio le ragazze. Pauline lotta disperatamente per la vita delle figlie e riesce ad avere la meglio sugli assalitori, ma il trauma di quella notte segnerà per sempre il destino delle ragazze…

Mentre Beth riesce a reagire e a lasciarsi il passato alle spalle (ma comunque ha ancora terribili incubi), diventando una scrittrice di successo (ama Lovecraft); Vera invece non supera lo shock subito e si rinchiude nelle sue paranoie. Sedici anni più tardi Beth riceve una telefonata dalla sorella che le chiede aiuto. La ragazza lascia marito e figlio e ritorna così nella casa delle bambole dove scoprirà che l’incubo, in realtà, non è ancora finito…

Presentato ai festival specializzati di Sitges (nomination), Molins de Rei (Premio della Giuria, nomination per Film e Regia) e Gérardmer (Grand Prize, Premio della giuria SyFy a Laugier e Miglior Film), La casa delle bambole è un thriller cupo e ossessivo che più che mostrare suggerisce. Fra suspense e tensione, conquisterà soprattutto chi ama il genere di una volta, quello che indaga sulla violenza fonte di morti e traumi, i quali difficilmente scompaiono del tutto e anche sui danni collaterali. 

Un inquietante mix fra verità e menzogna, fiction e realtà, ambiguità e incubo, di cui le bambole sono macabra metafora, simulacro e simbolo di un’adolescenza violata.


Nelle sale dal 5 dicembre 2018 distribuito da Midnight Factory / Koch Media 


 
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