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lunedì 26 novembre 2018
di Claudio Fontanini
ADDIO A BERNARDO BERTOLUCCI
E’ morto oggi a 77 anni il grande regista emiliano che vinse l’Oscar con L’ultimo imperatore
Il nostro mondo culturale da stamattina è più povero. Dopo una lunga malattia è morto a Roma, Bernardo Bertolucci, uno degli ultimi grandi maestri del cinema italiano e autore raffinato e geniale di opere che hanno anticipato i tempi e consentito allo spettatore di mettersi di fronte allo specchio delle proprie coscienze. Nato a Parma il 6 marzo 1941, Bertolucci, figlio del poeta e critico letterario Attilio e di Ninetta Giovanardi, ha firmato negli anni capolavori come Il conformista
Il nostro mondo culturale da stamattina è più povero. Dopo una lunga malattia è morto a Roma, Bernardo Bertolucci, uno degli ultimi grandi maestri del cinema italiano e autore raffinato e geniale di opere che hanno anticipato i tempi e consentito allo spettatore di mettersi di fronte allo specchio delle proprie coscienze. 

Nato a Parma il 6 marzo 1941, Bertolucci, figlio del poeta e critico letterario Attilio e di Ninetta Giovanardi, ha firmato negli anni capolavori come Il conformista, Novecento, Ultimo tango a Parigi (per la prima volta nella storia del cinema il film venne mandato al rogo con una sentenza della Cassazione e bisognerà attendere il 1978 per ottenere la sentenza di non oscenità e averne una riedizione), Il té nel deserto, Piccolo Buddha e L’ultimo imperatore ( il film col quale vinse ben 9 Oscar), dopo una lunga carriera iniziata come assistente di Pier Paolo Pasolini nel 1961 per Accattone

Visionario e sperimentatore, capace di passare indifferentemente dalle grandi produzioni a quelle low-budget, Bertolucci, a cui inorridiva farsi chiamare Maestro nelle interviste, ha segnato come pochi la storia del cinema italiano fino a Io e te, il suo ultimo e bellissimo film ispirato al romanzo di Ammaniti e che lo aveva riportato sullo schermo dopo una pausa di 9 anni. 
Una sorta di testamento spirituale rivolto soprattutto alle nuove generazioni che amava frequentare e stimolare anche durante la lunga malattia che lo aveva costretto sulla sedia a rotelle. 

Numerosissime naturalmente le testimonianze e i sentimenti di dolore che arrivano dal mondo del cinema. Francesco Rutelli, presidente dell’Anica ricorda la proiezione, sul finire degli anni ‘70, di Ultimo tango a Parigi nella sede del Partito Radicale in via di Torre Argentina a Roma. Ottenemmo da Bertolucci una copia del film, di cui era stata decretata la distruzione, come forma di disobbedienza civile a quell’ordine assurdo. Al termine della proiezione, un funzionario della questura pretese la “pizza” del film per consegnarla all’autorità giudiziaria, ma accettò  tacitamente di ricevere da noi un’altra pizza, di un altro film. Così l’originale fu salvato e restituito a Bertolucci

Dal Festival di Torino la direttrice artistica Emanuela Martini parla di un visionario, un intellettuale, soprattutto un sognatore. Bernardo Bertolucci, dopo la rivoluzione, ha fatto il cinema come non immaginavamo più di farlo: più grande della vita, e per questo capace di restituirci tutta la vita, e la Storia, e la memoria, e il futuro, nella loro profondità. Meno di venti film in quasi cinquant’anni di carriera sono troppo pochi per uno dei più grandi registi del mondo

Ciao Bernardo, grazie di tutto. Continueremo a imparare il cinema costruendo sale dove goderlo, nelle nostre caverne di Platone dove nascono le idee e ti proietteremo ancora e ancora è invece il messaggio dei ragazzi del cinema America mentre il presidente dell’Agis, Carlo Fontana parla di enorme dolore e di come i suoi film siano entrati a pieno diritto nell’immaginario collettivo, travalicando i confini nazionali per diventare pietre miliari del cinema mondiale.

Per Marco Bellocchio la sua morte è anche un po’ la nostra che ci avvicina al ’finale di partita’ di una vita che è stata, quasi per tutti, insieme commedia, dramma, tragedia e farsa. Avevo incontrato Bernardo l’ultima volta a una cena dopo la proiezione di Novecento restaurato. Sofferente ma pieno di progetti, di soggetti. Che dire ora che è morto? Rivolgermi a lui lo trovo falso perché non credo ci stia guardando dal cielo o da qualche luogo misterioso terrestre o extra terrestre. Rifletto su una generazione che sta scomparendo, direi naturalmente, di cui i superstiti sono sempre meno

Per Antonio Monda, Direttore Artistico della Festa del Cinema di Roma,  la scomparsa di Bernardo Bertolucci rappresenta una perdita gravissima per chiunque, ma in particolare per tutti coloro che considerano il cinema una forma d’arte. Oltre a essere un grande maestro, era un uomo appassionato di cinema, come lo era della vita, che ha vissuto sino in fondo, riuscendo a trovare l’ironia anche nella malattia e nel dolore. C’è una struggente duplicità nella sua grande arte, imprescindibile per comprenderne l’anima: la dialettica tra la sublime raffinatezza dell’immagine e la sincerità dolente dei tormenti più intimi dei personaggi, nei quali spesso rispecchiava se stesso

La Camera ardente per salutare Bernardo Bertolucci è prevista domani, martedì 27 novembre, dalle ore 10 alle 19, in Campidoglio alla Sala della Protomoteca mentre la cerimonia di commemorazione si terrà il prossimo 6 dicembre alle ore 20,30 al Teatro Argentina di Roma. 
 
 
 
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