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mercoledì 21 novembre 2018
di Silvia Di Paola
A Private War
Rosamund Pike racconta come è diventata Marie Colvin"Non ho il suo coraggio ma volevo interpretarla"
Rosamund lo ammette: Sapevo che non mi somigliava, che io sono più giovane,che non ho il suo coraggio,che non sono neppure americana ma volevo interpretarla assolutamente. Cosi Rosamund Pike esordisce nel racconto del suo importante ruolo in Private War al fianco di Jamie Dornan e Stanley Tucci,  diretto dal pluripremiato Matthew Heineman, (dal 22 novembre in sala distribuito da Notorius), nei panni di Marie Colvin, non una reporter di guerra e basta. Ma la donna che ha documentato in prima persona le guerre in Medio Oriente, in Cecenia, Kosovo, Zimbabwe e Sri Lanka, dove nel 2001 perse l’occhio sinistro.E la donna che nel 2012 morì in Siria, presumibilmente per ordine del governo di Bashar al-Assad, mentre tentava di raccogliere informazioni sulla guerra civile in corso.

Ma, allora, quando lei hai capito di voler a tutti costi  dar corpo e voce a questa donna straordinaria?
Da subito. Quando ho sentito che stavano preparando un film su Marie e ho scoperto l’appassionante articolo di Vanity Fair scritto da Marie Brenner. Ha dipinto un ritratto di questa donna carismatica e coraggiosa, che indossava biancheria intima firmata La Perla anche in guerra perché diceva che se fosse rimasta uccida avrebbe voluto esser trovata con biancheria elegante e sosteneva le donne più giovani

Era anche una donna che   faceva a pezzi ogni stereotipo?
Assolutamente. Era uno "pseudo uomo"? Assolutamente no. Era competitiva con le donne più giovani? No, assolutamente no. Era competitiva ambiziosa? Sì, lo era. Era senza paura? No. Aveva una paura tremenda di andare nelle zone di guerra e ci andò comunque. Questo è il vero coraggio. Avrei voluto conoscerla. Uscire e bere un Martini con lei

Come si è preparata ,anche fisicamente, al ruolo?
Il ruolo di Marie è stato per me uno studio fisico  molto interessante:volevo che le persone provassero per Marie la stessa passione che ho provato io, quella passione che alimenta il fuoco di tutto il suo corpo,che è nei suoi gesti, nella sua risata,è nel modo in cui lei mette la benda sull’occhio, il modo in cui camminava, il modo in cui sentiva che il suo corpo era una molla tesa, pronta a scattare, il fumo pesante, la dipendenza dall’alcool e dalle sigarette,era tutto parte di lei. Per questo ho lavorato anche sulla voce  e ho cercato di avvicinarmi alla sua. Poi se quella voce fosse uscita dal mio corpo,sarebbe stato strano, doveva uscire dal suo corpo,  da quel linguaggio corporeo affascinante e complicato che aveva sviluppato e,insomma, spero di essere riuscita ad essere credibile

Portare questo film al pubblico  oggi significa  anche  promuovere la missione di Marie?
“Sicuramente,abbiamo girato in Giordania e non eravamo in pericolo,ma la maggior parte degli attori secondari del nostro film erano persone fuggite dalla guerra e hanno sofferto indicibili tragedie nelle loro vite. Una delle due donne che intervisto nello scantinato in cui sono rifugiate racconta la sua vera storia. Penso che in quell’attimo lei credesse veramente che io fossi una giornalista e che la sua storia sarebbe stata raccontata al mondo, e lo sarà,perché è nel film”

Cosa vorresti che questa storia suggerisse allo spettatore?
“Io sono decisamente il tipo di attrice che cerca di scomparire. Per fare in modo che le storie importanti arrivino il più possibile a un vasto pubblico. Non cerco di ispirare le persone a livello personale,non voglio essere una fonte d’ispirazione. Voglio che trovino i miei personaggi ispiranti”

E domani la vedremo recitare nei panni di un’altra famosa Marie e cioè Marie Curie. Ma se Marie Colvin e Marie Curie si trovassero insieme in una stanza,cosa pensa che si direbbero?
Potrei immaginare che abbiano qualcosa in comune,sono entrambe schiette, dirette. Credo che la Colvin non sarebbe stata particolarmente attratta da ciò che stava facendo la Curie, anche se attraverso la scoperta della radioattività, ha apportato tantissimi cambiamenti nel settore medico.Penso che Marie Colvin avrebbe fatto bere Marie Curie fino allo svenimento!”.
 
 
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