lunedì 10 dicembre 2018 ore 16:57   
Torna alla home page
 
Torna la home page Home Page La redazione Agenda Archivio notizie  Contatti 
 Aggiungi a preferiti 
 

Cerca nel sito



 

Mailing list

 Sesso: 
M F
 Età: 

indirizzo email

leggi regolamento


 

 

Realizzazione:
www. Siti.Roma.it

 

Home » Cinema » Recensioni  
mercoledì 21 novembre 2018
di Claudio Fontanini
Uno, dieci, cento Verdone
Da un’idea di Claudio Porcarelli un libro per celebrare il talento di Carlo Verdone
Cento fotografie per celebrare Carlo Verdone e i suoi quarant’anni di carriera e di grandi successi. Una densa carrellata di immagini, foto di backstage e ritratti, anche inediti, scattati sul set o in studio sono raccolti nel volume Uno, Dieci, Cento Verdone, presentato oggi alla stampa nella magnifica cornice di Palazzo Autieri a Roma

Nato da un’idea del fotografo Claudio Porcarelli e dalla collaborazione con il gruppo Banco BPM, il prezioso volume (per ora distribuito in omaggio in 3000 copie ma in progetto c’è l’uscita del volume con un editore nel 2019) vuol rendere omaggio al genio artistico di una vera e propria icona del nostro cinema che, da profondo osservatore e instancabile pedinatore della realtà quale è sempre stato, ha saputo rappresentare magistralmente pregi e difetti degli italiani, guardati con severità ma allo stesso tempo con grande bonarietà, e raccontati attraverso i suoi molteplici personaggi in maniera comica e drammatica, seria e allegra, dissacrante e leggera. 

Era che da un po’ di tempo che Claudio Porcarelli mi invitava a non disperdere tanto materiale interessante raccolto nel corso di tutti questi anni e che, giustamente, doveva trovare posto in una pubblicazione di prestigio – racconta Carlo Verdone -. Questa colorata galleria fotografica è dedicata a mia madre Rossana, la prima persona che credette in Carletto come attore, incoraggiandomi ad affrontare il mio primo importante e terrorizzante spettacolo teatrale nel 1977 con un calcio nel sedere: Vai in scena, fregnone! Perché un giorno mi ringrazierai.... E infatti non c’è giorno che non la ringrazi. 

La mia professione è stata e continua ad essere profondamente seria: regalare risate e leggerezza alla gente – prosegue Carlo Verdone - Sono sempre stato curioso dei tic, delle fragilità, della mitomania, dell’assoluta mancanza di senso del ridicolo di molti tipi che incontravo o incrociavo velocemente in un bar, in farmacia, in treno o dal barbiere. Mi bastava sentirli parlare e atteggiarsi per risalire al loro DNA caratteriale. Non ho quasi mai sbagliato. E così riuscivo a catturare il loro modo di pensare e agire di fronte a un determinato problema. Ma per alimentare questa mia innata sensibilità non devo perdere mai il contatto con la gente. Perché i costumi cambiano velocemente, mutano le nevrosi, cambia addirittura la gestualità, le abitudini, dilaga la superficialità e si fa sempre più strada una sconcertante megalomania

Prima di essere fotografo di Carlo Verdone, sono un suo fan, perché per lui ho un’ammirazione che va al di là della nostra trentennale collaborazione – dice Claudio Porcarelli -. La ritrattistica fotografica è apprezzata soprattutto quando riesce a catturare l’anima di chi si ha davanti, le sfumature più autentiche di noi stessi. Con Carlo, questo mi è riuscito in maniera spontanea e naturale e lavorare con lui è stato semplicissimo.

Ma l’incontro di oggi è stata anche l’occasione per un bilancio artistico ed umano dell’attore e regista romano appena insignito della carica di Grande ufficiale della Repubblica
Ho capito si dagli inizi della mia carriera che oltre al protagonista a dare forza ed anima ad un film sono i cosiddetti caratteristi. Io, come il cinema italiano più grande- quello di Fellini, De Sica, Petri e Risi- li ho sempre usati e valorizzati. Oggi purtroppo sono scomparsi ed è una delle colpe più gravi del nostro cinema. Sulla sua tecnica attoriale Carlo confessa: io non provo mai, vado ad istinto. La mia forza è la naturalezza. Come nel famoso monologo finale di uno dei personaggi di Bianco, rosso e Verdone che  dopo aver votato racconta in dialetto lucano tutta la sua travagliata disavventura. Girai un solo ciak e per fortuna andò bene quello

Sulle difficoltà di fare commedia oggi Verdone ha le idee chiare. 
Nel 2018 prevale l’omologazione e la società è cambiata profondamente rispetto ai miei inizi. I romani sono stati deportati nelle periferie e la città si è impoverita di tipi e personaggi. Si parla sempre meno e in compenso si digita sempre di più e trovare nuovi stimoli e situazioni è molto difficile. Ma non dobbiamo arrenderci e anche se mi sembra di vivere in un medioevo senza orizzonti non voglio alzare bandiera bianca

Verdone, che ha smentito la notizia che lo vorrebbe alla regia di un film o una serie tv sull’autobiografia di Francesco Totti e che sta preparando il suo nuovo film corale (Ci saranno sei o sette coprotagonisti e io sarò uno di questi) chiude dicendo la sua sull’ascesa di Netflix e sulle conseguenze per il cinema. 
E’ un argomento complesso ma quello che so è che non si può fermare l’evoluzione in atto. Sono contrario alla chiusura totale come ha fatto il Festival di Cannes ma credo anche che il valore e la sacralità della sala rimangono un caposaldo culturale del nostro paese. Anche se oggi la condivisione è più virtuale che reale vedere una pellicola al buio circondato da altra gente è un patrimonio da non disperdere. Le serie tv sono ben fatte e scritte bene ma se vuoi l’anima di un regista o di una storia devi andare al cinema

La pubblicazione del volume Uno, Dieci, Cento Verdone  rientra nell’ambito più ampio del costante sostegno alla cultura italiana da parte del Gruppo Banco BPM. La nostra Banca – dichiara Giuseppe Castagna, Amministratore Delegato del Gruppo - affianca un grande artista come Carlo Verdone nella logica di proseguire quella attività di protezione e divulgazione della cultura e della identità nazionale che ha sempre svolto e continuerà a svolgere, con impegno e passione nei confronti dei nostri territori di riferimento.
 
 
Segnala a un amico
Vi è piaciuto questo articolo? Avete commenti da fare?
Scrivete alla redazione
 










Foto dal web

Altri articoli di interesse
10-12
Cinema
Il testimone invisibile
di Claudio Fontanini
10-12
Cinema
LA DONNA ELETTRICA
di Claudio Fontanini
7-12
Cinema
Lontano da qui
di Cristina Giovannini
6-12
Cinema
Il castello di vetro
di José de Arcangelo
6-12
Cinema
La casa delle bambole
di José deArcangelo
3-12
Cinema
Santiago, Italia
di Claudio Fontanini
3-12
Cinema
COLETTE
di Claudio Fontanini

 
© Cinespettacolo.it - Direttore Responsabile: Anna de Martino - Testata in attesa di registrazione al Tribunale di Roma