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giovedì 18 ottobre 2018
di Claudio Fontanini
Festa di Roma, al via con un noir da camera
Bad Time at The El Royale (Sette sconosciuti a El Royale) ha inaugurato il programma della selezione ufficiale della tredicesima edizione della Festa di Roma. Dati confortanti sull’andamento delle prevendite (acquistati l’8% in più dei biglietti rispetto alla scorsa edizione ha dichiarato entusiasta il Direttore artistico Antonio Monda) ma delusione dal primo film proposto. 

Ambientata nel gennaio del ’69 con Nixon appena eletto come 37° presidente degli Stati Uniti, l’opera seconda di Drew Goddard – autore della sceneggiatura di Cloverfield e The Martian, che gli è valsa una candidatura all’Oscar e creatore della serie Netflix Daredevil oltre che regista di Quella casa nel bosco- rientra nella grande tradizione del noir alla Tarantino. All’interno di un misterioso e fatiscente hotel al confine tra California e Nevada, l’El Royale sul lago Tahoe, si incontrano sette estranei, ognuno con un passato da nascondere e un segreto da proteggere. 

Nella hall di quell’albergo, un tempo illustre e rinomato ed ora caduto in disgrazia, si ritroveranno un vecchio prete smemorato (l’ottimo Jeff Bridges), una cantante soul (Cynthia Evivo), un commesso viaggiatore (Jon Hamm), una figlia dei fiori in fuga (Cailee Spaeny) rapita dalla sorella (Dakota Johnson), il receptionist tuttofare ( Lewis Pullman) ai quali si aggiungerà in sottofinale il muscoloso capo di una setta religiosa (Chris Hemsworth). 
Cos’hanno i comune tutti questi strani personaggi lo scopriremo soltanto dopo 141’ nei quali la noia dilaga e la tensione latita

Tra canzoni infinite e un corridoio d’osservazione, falsi specchi e telecamere nascoste, perversioni e scene mute che si susseguono in tutta la prima parte, il film di Goddard (in uscita in Italia il 25 ottobre distribuito da 20th Century Fox) promette molto e mantiene pochissimo in una stanco omaggio al cinema da camera che finisce stavolta per imbottigliare personaggi e situazioni in un acquario narrativo stagnante e privo del ritmo necessario all’interno delle singole inquadrature. 

Ero stanco di progetti ad alto budget e con tanti effetti speciali e 7 sconosciuti a El Royale è nato per passione ha detto il regista. Una notte mi sono lamentato con mia moglie e gli ho detto che nel mio prossimo film ci sarebbe stato solo un gruppo di attori che parlano in una stanza. I limiti possono essere uno stimolo per uno sceneggiatore- continua- e in questo caso ti chiedi come sia possibile rendere interessante una struttura basata sulla presenza di diverse persone in un piccolo spazio. 

Ma un merito 7 sconosciuti a El Royale ce l’ha ed è quello della confezione tecnica. Il film è stato pensato per le sale ed è stato girato in anamorfico e su pellicola per questo motivo- conferma Goddard- Amo le sale cinematografiche e quando senti uno sconosciuto accanto a te ridere della stessa cosa di cui stai ridendo te nasce un legame che non puoi replicare nel tuo salotto. Volevo l’anamorfico per sfruttare le dimensioni del fotogramma, quando hai molti attori in scena serve una cornice ampia per riprenderli tutti. Io mi sono ispirato ai film di Sergio Leone e al modo in cui allarga il quadro per farci entrare tutti i suoi attori

Intanto per soddisfare le numerose richieste (in prevendita sold out per il primo incontro in 7’) la Festa del Cinema ha organizzato un secondo appuntamento con Martin Scorsese, che incontrerà il pubblico prima della proiezione di San Michele aveva un gallo (mercoledì 24 ottobre ore 16 Sala Petrassi). 
E domani attesa per l’arrivo di Cate Blanchett, che incontrerà il pubblico alle 17,30 in sala Sinopoli dopo aver presentato il magico e misterioso The house with a Clock in Its Walls (Il mistero della casa del tempo) di Eli Roth nel quale interpreta una potente maga, mentre per l’Italia Edoardo De Angelis propone Il vizio della speranza, il suo nuovo film dopo il successo di Indivisibili.

 

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http://www.romacinemafest.org
 
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