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giovedì 11 ottobre 2018
di Claudio Fontanini
A STAR IS BORN
Lady Gaga nella quarta versione del melodramma musicale. Dirige Bradley Copoper
Dopo la Janet Gaynor del ’37, la Judy Garland del ’54 e la Barbra Streisand del ’76, tocca stavolta a Lady Gaga indossare i panni dell’artista talentuosa e insicura portata al successo dal suo pigmalione innamorato e problematico. Succede in A star is born, quarta versione del melodramma musicale stavolta diretto da Bradley Cooper al suo esordio dietro la macchina da presa.
Dopo la Janet Gaynor del ’37, la Judy Garland del ’54 e la Barbra Streisand del ’76, tocca stavolta a Lady Gaga indossare i panni dell’artista talentuosa e insicura portata al successo dal suo pigmalione innamorato e problematico. Succede in A star is born, quarta versione del melodramma musicale stavolta diretto da Bradley Cooper al suo esordio dietro la macchina da presa. 

Incontrata per caso in un bar di drag queen dove si esibisce di notte dal famoso musicista Jackson Maine (lo stesso Cooper) dopo una sbronza post concerto, Ally lascerà il lavoro al ristorante per tuffarsi in una nuova avventura che le farà conoscere successo e lustrini. 
Ma il prezzo da pagare sarà alto perché quel chitarrista in crisi d’ispirazione e con problemi d’udito (è malato di acufene) dovrà scegliere tra lei e la bottiglia in una gara di notorietà e sentimenti rimossi che finirà per mietere vittime. 

Tra interpretazioni folgoranti (da applausi La vie en rose) e maschere da indossare (magnifico il primo incontro tra i due con Lady Gaga che si strucca davanti a lui diventando letteralmente un’altra), passeggiate notturne e confronti familiari (nei panni del fratello protettivo di Maine c’è l’ottimo Sam Elliott), steroidi e traumi infantili (il parco eolico che ha sostituito il ranch in Arizona acquistato da Jack per il padre), anelli con le corde di chitarra (il matrimonio all’improvviso a Memphis) e rivendicazioni artistiche, il film di Cooper è un inno al talento e alla sua rappresentazione a tutti i costi (Bisogna avere qualcosa da dire ma soprattutto dirlo nel modo giusto). 

Trascinante, autentico e vocalmente impeccabile (i brani musicali sono stati tutti registrati live durante le riprese) A star is born, presentato all’ultima Mostra di Venezianon brilla certo in originalità (la sola differenza con le altre versioni è che è Ally a scegliere di portare la sua carriera verso altre direzioni e non il rancore che Jack nutre verso al sua ascesa) e scivola lentamente nella seconda parte in una prevedibile resa dei conti musical-affettiva. 
Così la durata (2h15’) sembra eccessiva e la noia incombe qua e là ma a tenere desta l’attenzione sono le interpretazioni dei due protagonisti. 

Credibili ed affiatati, Bradley Cooper e Lady Gaga sono una bella coppia scenica che fa faville musicalmente (colonna sonora da urlo) e che indica la via per essere se stessi su un palcoscenico. 
In fondo per essere credibili, sulla scena e nella vita basta essere se stessi (Se non peschi a fondo nella tua anima e non dici la verità sei fottuta! dice Jack ad Ally mentre lei osserva il suo manifesto gigante in strada nel quale stenta a riconoscersi). Sembra facile ma non lo è.   

In sala dall’11 ottobre distribuito da Warner Bros.Pictures  


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http://www.warnerbros.it

 
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