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lunedì 8 ottobre 2018
di Cristina Giovannini
Il complicato mondo di Nathalie
Commedia ironica e divertente tutta al femminile

Una bella cinquantenne, divorziata, madre di un’adolescente e alle prese con una fase complicata della propria esistenza.
Sfatando l’equazione o meglio il pregiudizio secondo cui solo le donne sanno raccontare al meglio il mondo delle donne, il duo maschile composto dai fratelli David e Stephane Foenkinos con Il complicato mondo di Nathalie confeziona un film di rara naturalezza e grande realismo scavando nelle pieghe dell’animo femminile.

Nel caso specifico in quello di Nathalie interpretato da una strepitosa Karin Viard, grande versatilità interpretativa per un lungo curriculum alle spalle, professoressa di lettere di notevole spessore intellettuale ma attualmente soggetta a sbalzi d’umore repentini, riconducibili solo in parte alla pre-menopausa, che scadono spesso in ossessive forme di gelosia.  A subire gli effetti della sua trasformazione è in primis Mathilde, la bella figlia diciottenne aspirante ballerina classica, ma ben presto il raggio d’azione della gelosia di Nathalie raggiunge anche il suo ex marito che ha una nuova relazione, i colleghi, gli amici e persino la nuova coppia di vicini di casa.
Non a caso il titolo originale del film Jalouse fa leva proprio su questo aspetto (uno dei tanti però) della personalità di Nathalie sebbene in realtà il suo mondo sia ben più complesso e ci viene felicemente tratteggiato dalla sinergia tra registi ed attrice.
In lei infatti si scontrano insoddisfazioni represse, nostalgie dei tempi perduti, il peso della solitudine e il bisogno di ricominciare ad amare.

Il film ci regala un ritratto a tutto tondo di questa cinquantenne, delle sue contraddizioni e crisi esistenziali in un momento della vita in cui si fanno bilanci, incapace di vedere il successo e la felicità che la circondano e quasi ossessionata dalla riuscita altrui; una donna che usa il suo graffiante sarcasmo per colpire e difendersi da questo mondo che le sembra sempre più ostile.

Il tutto raccontato con leggerezza attraverso siparietti e situazioni esilaranti: il medico di base che Nathalie tratta a mò di analista; le dispute con la giovane collega presuntuosa e saputella, lo scherzo giocato all’ex marito e alla sua smorfiosa compagna con cui annulla il loro viaggio alle Maldive, per non parlare del complicato rapporto con la figlia Mathilde. Vedere la figlia diciottenne in tutta la bellezza e nel pieno della sua fioritura con davanti a sé un futuro brillante non è semplice per Nathalie, la cui vita oramai sembra aver abbracciato la via del declino e del non ritorno.  
“Tutto sembra sempre più complicato” esclama infatti sconsolata.

Sostenuto da dialoghi briosi e da un buon ritmo, a metà strada tra la commedia brillante e quella più intimista, il film è diviso virtualmente in tre parti: lo scoppio della crisi nella prima con Nathalie che diviene sempre più imprevedibile; il dramma totale nella seconda e infine l’ultima parte in cui la donna ricompone tutti i pezzi e  ritrova l’equilibrio perso in una sorta di accettazione della realtà.
Grazie anche all’ingresso nella sua vita di nuove persone tra cui Melanie una simpatica anziana conosciuta in piscina, aspetto questo che avrebbe meritato qualche approfondimento in più a livello di sceneggiatura, ed infine con l’apertura verso un nuovo amore.

Nelle sale dall’ 11 ottobre 2018 distribuito da Officine UBU










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