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martedì 25 settembre 2018
di Cristina Giovannini
Mio figlio
Un thriller originale, una caccia all’uomo adrenalinica campione d’incassi in Francia
Un film sulla paternità e sulla scomparsa di un figlio, nella cornice di un thriller potente e spiazzante.
Non male la scelta del francese Christian Carion che per Mio figlio, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2017, si affida al talento del suo attore feticcio Guillaume Canet (dopo le precedenti prove di Joyeux Noel e L’Affaire Farewell) chiamato ad interpretare con forza ed intensità un padre alla disperata ricerca di suo figlio adolescente misteriosamente svanito nel nulla.

Julien è sempre in viaggio per lavoro e la continua assenza da casa ha mandato in frantumi il suo matrimonio. Mentre si trova in Francia riceve un’inquietante chiamata dalla sua ex moglie Marie che in lacrime lo informa che Mathys, il loro bambino di sette anni, è scomparso. Dalla Polizia Julien apprende che la dinamica dei fatti fa pensare a un rapimento e non ad una fuga volontaria del ragazzino. Ma vista la lentezza con cui le forze dell’ordine agiscono, Julien decide di seguire una sua pista. E così scopre che dietro a questa brutta faccenda si cela un traffico di esseri umani. Ora più che mai determinato a salvare suo figlio, Julien si trova così ad affrontare molti rischi.

Drammatica e adrenalinica con il pregio della sintesi, cosa ormai assai rara nel panorama cinematografico attuale, concentrata in soli 84 minuti densi di tensione e suspance Mio figlio è anche una storia di riscatto dal senso di colpa di un padre sempre assente, che non ha visto crescere suo figlio. Sebbene il tema sia trito e ritrito la modalità in cui viene affrontata questa tematica ha dalla sua una certa originalità. Affidandosi a un film di genere, Carion strizza l’occhio allo stile rapido e bilioso di Michael Mann e sceglie di girare in soli sei giorni e senza una sceneggiatura vera e propria alle spalle, quanto piuttosto una semplice idea di base.

Tutto viene infatti affidato all’improvvisazione e alla bravura di Guillaume Canet che si cala appieno negli stati emotivi del suo personaggio. Immerso in un ambiente brullo, algido e innevato che amplifica l’angoscia della perdita e l’incertezza del domani Julien regge tutto il film sulle sue spalle per intensità e determinazione, fino a spingersi a fare azioni estreme e violente, che sconfinano nella illegalità.  
In sala dal 27 settembre distribuito da No Mad Entertainment






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http://No. Mad Entertainment.eu

 
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