mercoledì 15 agosto 2018 ore 15:06   
Torna alla home page
 
Torna la home page Home Page La redazione Agenda Archivio notizie  Contatti 
 Aggiungi a preferiti 
 

Cerca nel sito



 

Mailing list

 Sesso: 
M F
 Età: 

indirizzo email

leggi regolamento


 

 

Realizzazione:
www. Siti.Roma.it

 

Home » Cinema » Recensioni  
lunedì 23 aprile 2018
di Claudio Fontanini
LORO 1
La prima parte del film di Sorrentino su Silvio Berlusconi con Toni Servillo
Più che Loro 1, la prima parte del nuovo e attesissimo film di Paolo Sorrentino avrebbe dovuto chiamarsi Lui. Silvio Berlusconi direte voi. Ebbene no. Il protagonista assoluto dei primi 104’ della pellicola del premio Oscar partenopeo (per la seconda parte bisognerà attendere il 10 maggio) è Sergio Morra (Riccardo Scamarcio) ovvero quel Gianpaolo Tarantini che con la sua collezione di
Più che Loro 1, la prima parte del nuovo e attesissimo film di Paolo Sorrentino avrebbe dovuto chiamarsi Lui. Silvio Berlusconi direte voi. Ebbene no. Il protagonista assoluto dei primi 104’ della pellicola del premio Oscar partenopeo (per la seconda parte bisognerà attendere il 10 maggio) è Sergio Morra (Riccardo Scamarcio) ovvero quel Gianpaolo Tarantini che con la sua collezione di sfrenate e disinibite bellezze disposte a tutto compie una vera e propria scalata al potere e alla notorietà. 

E così Loro 1, dopo oltre un’ora di sesso e sniffate che strizzano l’occhio al The wolf of Wall Street di Scorsese con Di Caprio travolto dagli eccessi, sembra iniziare proprio con l’arrivo di Silvio Berlusconi (un mimetico Toni Servillo) vestito da odalisca nella sua villa in Sardegna per strappare un impossibile sorriso alla moglie insonnolita e insoddisfatta (una magnifica Elena Sofia Ricci). 
Prima, in una eccessiva e furente coazione a ripetere, Sorrentino mette in scena la plastificazione dei corpi e la mercificazione della donna oggetto. Tacco 12, scollature vertiginose, minigonne e nessuna immaginazione per accoppiamenti selvaggi e festini a luci rosse che però non hanno né l’aria funerea del Kubrick di Eyes wide shut né l’urgenza della carnalità. 

Con Morra-Tarantini che tenta il grande salto dalla Puglia alla Capitale sventolando la bandiera del vizio. Con la politica che fa capolino da lontano (nei panni dell’ex ministro che declama poesie- vi ricorda qualcuno?- c’è Fabrizio Bentivoglio) e Sorrentino intento ad esplorare l’aspetto estetico più che la profondità degli animi umani. 
Si capisce l’intento del regista di saturare l’immagine e di accompagnare per mano lo spettatore verso un senso di vuoto assoluto ma il compito si esaurisce dopo 20’ e il resto è solo noia mortale condita da qualche inciampo grossolano (il camion che si ribalta a via dei Fori Imperiali tra lo stupore del corteo di ragazze facili). 

Sullo sfondo la tv trasmette i quiz di Mike Bongiorno (Ugo Pagliai), il Bagaglino è l’ambito lasciapassare per la notorietà e la pubblicità inonda menti e case. Tutto documentato, tutto arbitrario, recita la didascalia iniziale di Giorgio Manganelli che apre il film. Con Sorrentino sospeso e incerto tra la magnifica surrealtà de Il Divo e la decadenza intellettuale e morale della Grande Bellezza
Tra mandolini e pecore stecchite dall’aria condizionata, saune di piacere, somme inconsce collettive e rinoceronti sulla Colombo, l’ingresso in scena di Berlusconi-Servillo è una vera e proprio boccata d’ossigeno. 

Col film- scritto da Sorrentino con Umberto Contarello- che sterza all’improvviso e acquista peso e credibilità seguendo la scia di un uomo simbolo sorpreso nel suo privato. Un Dio in terra per il quale tutto non è abbastanza, che non ha paura del vuoto (Lo guardo da lontano…) e che al nipotino garantista preoccupato che 12 compagni di scuola lo vorrebbero in galera risponde: Quanti siete in classe? 30? I conti tornano!

Con Loro 1 che affila le armi di una comicità spesso irresistibile (l’arrivo di Fabio Concato che canta Domenica bestiale dopo il giro di giostra di Berlusconi con Veronica) e che riversa in dialoghi taglienti le differenze caratteriali e psicologiche di una coppia divisa tra gelosia e dignità (Agnelli in barca aveva un ritratto di Bacon, tu hai  Apicella…dice Elena Sofia Ricci rimproverando il marito che cerca il suo sodale musicale che soffre il mal di mare). 

Ed ecco una citazione di Natalia Ginzburg (Soldi, pensieri e sentimenti non si dovrebbero mai mettere da parte) e un binocolo che sbircia da lontano la barca di Morra piena di bellissime donne. 
Una sorta di Isola che non c’è del piacere da conquistare a qualunque prezzo. Alla fine, e prima di aver visto la seconda parte, la spiacevole sensazione di aver sprecato oltre metà film e la sicurezza che forse un’opera unica avrebbe giovato all’insieme

Assenti ingiustificati da questo racconto di finzione in costume, che narra di fatti verosimili o inventati in Italia tra il 2006 e il 2010, i lampi, le epifanie e le invenzioni visive che hanno fatto grande il cinema di Sorrentino. Restano una sfilata di ottimi attori e una confezione all’altezza (ottima la fotografia di Luca Bigazzi) che non riescono però a mascherare del tutto una certa stanchezza creativa. 

Nelle sale dal 24 aprile distribuito da Universal  


Links correlati
http://www.universalpictures.it

 
Segnala a un amico
Vi è piaciuto questo articolo? Avete commenti da fare?
Scrivete alla redazione
 












Foto dal web

Altri articoli di interesse
12-7
Cinema
Peggio per me
di José de Arcangelo
5-7
Cinema
STRONGER-IO SONO PIU’ FORTE
di José de Arcangelo
4-7
Cinema
Estate 1993
di Claudio Fontanini
28-6
Cinema
La truffa del secolo
di José de Arcangelo
28-6
Cinema
L’ALBERO DEL VICINO
di Claudio Fontanini
18-6
Cinema
THELMA
di Claudio Fontanini
15-6
Cinema
A QUIET PASSION
di Claudio Fontanini

 
© Cinespettacolo.it - Direttore Responsabile: Anna de Martino - Testata in attesa di registrazione al Tribunale di Roma