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lunedì 16 aprile 2018
di José de Arcangelo
Maria by Callas
A 40 anni dalla morte, ecco il docufilm di Tom Volf sulla più nota cantante lirica di tutti i tempi
Presentato in anteprima mondiale all’ultima Festa del Cinema di Roma, Maria by Callas (sottotitolo originale: in Her Own Words) dell’americano Tom Volf (ma di produzione francese), è un ritratto – in gran parte inedito - della grande diva della lirica raccontato attraverso le sue parole. La voce originale per le sue, poche, lettere è di Fanny Ardant, che l’aveva interpretata nel film a lei dedicato da Franco Zeffirelli, Callas Forever, mentre nella versione italiana è di Anna Bonaiuto.
A oltre quarant’anni dalla morte, un docu-film coinvolgente e commovente che racconta la cantante d’opera lirica più famosa di tutti i tempi, attraverso filmati inediti, dal super8, 16 e 35 mm al video (un’intervista televisiva trovata perché registrata nel lontano ’73 da un suo fan, ma anche altri visti poco o niente) e quelli privati, dalle prove alle vacanze.

Dagli incidenti di Roma (recita sospesa per afonia improvvisa) e Dallas (costretta a cantare senza voce) alle prove di una Lucia di Lammermoor a colori, ruolo interpretato un’unica volta (2/3 repliche) a Chicago. E lasciando da parte tutto il gossip spietato, nato proprio in quelli anni, che riguardavano Maria, Onassis e Jackie.
”Attraverso quei filmati volevo dare al pubblico l’emozione – ha dichiarato il regista all’Auditorium Parco della Musica -, perché allora la televisione e il modo di girare, avevano soprattutto limiti di tempo, e quei filmati riportano il modo di vivere d’allora. Anche perché oggi possiamo filmare e vedere tutto senza limiti".

"Poi, dall’inizio alla fine, volevo offrire il suo punto di vista, perciò ho cercato di essere obiettivo e ho dovuto scegliere. Infatti, all’inizio la vediamo grossa e goffa; ma poi, purtroppo, ho dovuto rinunciare a
25’ dedicati alla fase della perdita di peso. Volevo raccontare Callas com’era, per questo forse il film sarà una delusione per chi ha di lei un’immagine falsa, quella costruita dai media”.
E Aristotele (Ari) Onassis? Anche lui “Era veramente innamorato, ed è stato il più grande amore della sua vita”.
Un documentario biografico diverso perché visto dal punto di vista della Callas stessa, quindi, non solo per appassionati dell’opera e/o fan della diva, ma anche per conoscere una donna e una cantante, mitica e tormentata come poche, musa (e amica) di Pier Paolo Pasolini per Medea.

Nelle sale italiane solo dal 16 al 18 aprile distribuito da Lucky Red in associazione con 3 Marys Entertainment


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