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mercoledì 4 aprile 2018
di Silvia Di Paola
Succede, diario di Sofia Viscardi
Cavalcata di un’adolescente dei nostri tempi, tra passioni e paure
I primi amici e le prime farfalle nello stomaco. I primi errori,che paghi con gli interessi,e le prime passioni, che non dimenticherai più. Le prime delusioni che sembrano precipizi da cui non si più risalire, e le prime scoperte che sono un po’ come territori lunari, irraggiungibili, ma se chiudi gli occhi e ti concentri ti accorgi che erano a un passo da te. E poi le paure a grappoli e l’insostenibile leggerezza di chi naturalmente vive il presente, se ne frega del passato e non pensa troppo al futuro. Sofia Viscardi lo presenta come ’un diario’ ma è più una cavalcata zigzagante di un’adolescente che incrocia altre traiettorie, sfrenate o prevedibili,di coetanei che passano e vanno oppure restano e, soprattutto, fortissimamente cambiano.

Del resto come non chiedere, anzi esigere, il cambiamento a chi ha meno di vent’anni?
Lei, Sofia Viscardi è una quasi ventenne seguita da un vero e proprio esercito di follower, circa un milione e mezzo su Instagram e circa 800mila iscritti al canale Youtube e dal 5 aprile il suo primo libro, Succede (Mondadori), dopo aver venduto oltre 100mila copie, arriva al cinema, tradotto con grazia in teen movie da Francesca Mazzoleni e interpretato da un pugno di adolescenti, alle prime e alle seconde esperienze, dalla diciassettenne protagonista Margherita Morchio alla quindicenne Matilde Passera, da Brando Pacitto gia protagonista di Braccialetti Rossi a Matteo Oscar Giuggioli.

Ma che cosa è cambiato dal libro al film?
Dopo aver letto il libro la prima cosa che ho pensato è che aveva molti elementi universali che potevano essere usati in una storia d’amore che io volevo diventasse storia di formazione. Per questo era importante mantenere un punto di vista giovane” risponde la Mazzoleni, classe 1989, un diploma in regia al Centro Sperimentale e,dopo  corti e documentari, alla sua prima volta nel lungometraggio.
Del resto la produttrice Francesca Cima, aveva le idee chiare da subito e per portare il libro sul grande schermo voleva a tutti i costi un esordiente.

Uomo o donna ma, dice la Cima,“sono stata felice che fosse una donna anche se è stato un caso. A conquistarci, oltre al suo lavoro, è stato l’entusiasmo che ci ha subito dimostrato di fronte a questo progetto".
E replica la Mazzoleni: “Di fronte alla proposta di Francesca ho subito cercato di capire cosa questa storia facesse risuonare in me, e ho trovato tantissimi elementi su cui lavorare. D’altra parte fare mia la storia era un requisito fondamentale: se il libro non mi avesse parlato non lo avrei potuto affrontare con questo entusiasmo,portando con me il bagaglio delle mie esperienze. E, invece,da subito ho capito che io e Sofia stavamo sulla stessa lunghezza d’onda. E anche dal punto di vista formale ho cercato di preservare la magia del racconto. Non ho inseguito il realismo ma ho cercato un realismo magico attraverso una serie di elementi che mi permettessero di creare un microcosmo per questi giovani”.

Che era, in fondo, l’intento della stessa Viscardi che infatti sottolinea che “nonostante le differenze necessarie il film è davvero molto fedele al libro, forse anche perché la regista è giovane e ci siamo capite subito”.
Ma allora, partendo proprio da qui, dalla giovinezza, quanto è importante che a raccontare l’adolescenza siano delle giovani scrittrici o registe piuttosto che dei cinquantenni,come spesso accade nel nostro cinema?
"Non credo che un certo tipo di storie possano essere raccontate solo dai giovani o solo dalle donne - dice la Mazzoleni - però effettivamente oggi siamo di fronte ad una minoranza per quel che riguarda il punto di vista femminile e giovanile e secondo me questo è un peccato perché più punti di vista sono sicuramente un arricchimento a prescindere da cosa raccontano".

"E, comunque, ciò che più contava era proprio raccontare l’adolescenza dal di dentro, come nel libro. Viene da qui la scelta di attori che avessero la stessa età dei personaggi. Da loro volevo un grande naturalismo e volevo che ciascuno mettesse qualcosa di sé dentro le scene e in una Milano che diventa una protagonista del film”.
Ma Sofia Viscardi ha pensato, anche per un solo momento, di  entrare lei stessa nei panni della protagonista?
"No. Intanto perché, al contrario di quanto pensano in molti, il romanzo e il film non sono autobiografici, poi mettersi davanti a una videocamera per parlare di sé come faccio io e recitare sono due cose completamente diverse. Direi che, al momento, recitare non rientra tra i miei interessi. In più non c’era bisogno di me: io avevo scritto, ma sul set c’erano persone molto capaci nel loro lavoro”.

Forte e chiara Sofia. Anche sulla (inutile) polemica legata dalla scelta di Chiara Ferragni di postare nascita, allattamento e vari step post partum:"Se uno si sente di condividere una cosa così bella, che sia l’amore o la nascita di un bambino, non ci vedo niente di male. Tutto dipende da come sei, nella vita c’è chi è più pudico e riservato e chi no. Preferisco mille volte questo rispetto a chi utilizza i social per diffondere negatività e parole di odio".

 
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