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domenica 21 gennaio 2018
di Cristina Giovannini
L’UOMO SUL TRENO – THE COMMUTER
Liam Neeson ancora protagonista in un thriller adrenalinico
Se qualcuno ti chiedesse di fare una piccola cosa apparentemente insignificante in cambio di una considerevole cifra di denaro lo faresti senza considerarne le possibili conseguenze? E’ questo il dilemma morale che si trova ad affrontare Michael il protagonista del thriller adrenalinico L’uomo sul treno-The Commuter diretto da un esperto del genere, il catalano nazionalizzato americano Jaume Collet-Serra
Nella parte di Michael troviamo l’ottimo Liam Neeson da tempo protagonista di film estremi e d’azione, per la quarta volta in tandem con Collet-Serra dopo i precedenti successi Unknown-Senza identità, Non-Stop e Run all night-Una notte per sopravvivere.
Ex poliziotto poi diventato uomo d’affari, Michael è un commuter cioè un pendolare che da dieci anni prende sempre lo stesso treno, agli stessi orari, per cinque volte a settimana.
Giunto sulla soglia della sessantina viene licenziato su due piedi; non sa come dirlo alla moglie né tantomeno come pagare il mutuo della casa e l’università del figlio.

Dopo aver bevuto una birra in un bar facendo due chiacchiere con Murphy un suo vecchio amico della polizia, riprende il treno per tornare a casa. Qui, una donna misteriosa tale Joanna (Vera Farmiga) si siede di fronte a lui e, spacciandosi per una psicologa, gli chiede se in cambio di centomila dollari è disposto a fare una cosa: identificare una persona che viaggia su quel treno prima dell’ultima fermata.
Michael, dapprima incerto pensando a uno scherzo, scopre che tale non è quando seguendo le indicazioni della donna ritrova in un toilette una busta con dei soldi, anticipo della sua prestazione.

Così l’uomo si ritrova coinvolto in una cospirazione criminale, molto pericolosa che mette a repentaglio la sua vita, quella degli altri passeggeri e persino della sua famiglia.
Interamente girato dentro un convoglio, nel breve arco di tempo di una corsa L’uomo sul treno è un action-thriller claustrofobico quanto basta e soffuso da un crescendo di tensione che aumenta ad ogni fermata. Ben girato, con piglio deciso di chi sa maneggiare con destrezza il genere: via via che la storia prende forma e il protagonista cerca di capire chi e perché ci sia dietro questa macchinazione, tra una sequenza di azione e l’altra, non mancano i colpi di scena.

Buona anche l’idea di inquadrare il filo narrativo sempre dal punto di vista del personaggio principale, espediente che consente a Collet-Serra di mantenere la camera fissa nella stessa location, dove gli avvenimenti si susseguono a ritmo frenetico, e in modo che anche lo spettatore viva in tempo reale e in contemporanea con il protagonista tutto ciò che avviene nel mondo esterno.

La pellicola, nel complesso, non manca di potenzialità per incontrare il gusto del pubblico purchè si chiuda un occhio (in senso metaforico è il caso di dirlo) sull’improbabilità di alcune scene (vedi la sequenza in cui Michael deve sganciare la carrozza dal resto del convoglio dove si sono asserragliati tutti i viaggiatori rimasti stile Mission impossible per intenderci) e sulle numerose falle e incongruenze dello script che avrebbe necessitato di una maggiore attenzione. Tutti elementi che penalizzano fortemente la credibilità della vicenda e dell’intera operazione.  

Nelle sale dal 25 gennaio distribuito da EAGLE PICTURES






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