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lunedì 8 gennaio 2018
di Claudio Fontanini
BENEDETTA FOLLIA
Verdone beato tra le donne in un film sull’amore al tempo delle app
Da O famo strano? di Viaggi di nozze (1985) al Famolo in 4G di questa Benedetta follia. E’ l’amore al tempo delle app del Carlo Verdone 2.0 col quale si ride di gusto e si festeggiano 40 anni di carriera. Sembra aver già fatto tutto l’attore romano, che qui firma la sua 26ma regia, eppure la ventata di aria fresca portata da Gaglianone e Menotti (gli sceneggiatori de Lo chiamavano Jeeg Robot)
Da O famo strano? di Viaggi di nozze (1985) al Famolo in 4G di questa Benedetta follia. E’ l’amore al tempo delle app del Carlo Verdone 2.0 col quale si ride di gusto e si festeggiano 40 anni di carriera. 
Sembra aver già fatto tutto l’attore romano, che qui firma la sua 26ma regia, eppure la ventata di aria fresca portata da Gaglianone e Menotti (gli sceneggiatori de Lo chiamavano Jeeg Robot) giova non poco alla dinamicità dell’insieme e all’originalità delle situazioni. 

Con Verdone stavolta nei panni di Guglielmo, proprietario di un negozio di articoli religiosi e alta moda per vescovi e cardinali, appena lasciato dalla moglie (Lucrezia Lante della Rovere) proprio nel giorno del suo 25° anniversario di nozze.
Sconsolato e stravolto nelle sue ordinarie abitudini (l’amante della moglie per giunta è una donna) quel timido e prevedibile lavoratore in doppio petto e sorriso d’ordinanza si trasformerà a poco a poco in un’altra persona che insegue il suo passato (il flash back iniziale, col protagonista in moto con bandana e camicia hawaiana sulla panoramica di Sperlonga è un inno alla libertà perduta). 

Ad accendere la miccia del cambiamento penserà Luna (Ilenia Pastorelli), la nuova, sfrontata e improbabile commessa di periferia in prova del negozio (Esperienze precedenti? Ho lavorato al Bingo a Mostacciano…) che travolgerà quell’uomo all’antica instradandolo sulla strada della modernità.Basta qualche clic ed il gioco è fatto.Appena iscritto a Lovit, la app di nuovi incontri più hot del momento, la vita di Guglielmo diventa all’improvviso sorprendente regalandogli nuove e inattese possibilità di conquista. 
Ed ecco una serie di irresistibili e tragicomici incontri nei quali il comico romano fa quello che meglio gli riesce, fare da sparring partner e incassare i colpi. E tanto meglio, per la riuscita del film, se questi arrivano da un variegato universo femminile.

Tra appuntamenti al buio e donne disposte a tutto pur di trovare l’anima gemella, ecco una esilarante rassegna di sciroccate in libera uscita. C’è quella veneta che ama la grappa e lo sci alpino e finisce per stramazzare ubriaca sul letto con la bottiglia in mano (l’ottima Elisa Di Eusanio), c’è la maniaca delle malattie della pelle (Paola Minaccioni) che assale il povero Guglielmo sottoponendogli ricette ed analisi e c’è la giovane disinibita (l’esordiente Francesca Manzini, una rivelazione) che finisce per mettersi il cellulare (con tanto di vibrazione inserita…) nel posto più bello del mondo e davanti al suo partner sbalordito che sarà costretto alla fine ad accompagnarla in ospedale (la sequenza dello squillo telefonico a gambe divaricate col vescovo dall’altra parte del filo entra di diritto tra le più divertenti dell’intera filmografia di Verdone).

Ma c’è anche una dolce infermiera (la soave Maria Pia Calzone) che forse nasconde qualcosa e che aspetta pazientemente il suo turno. 
Beato tra le donne, verrebbe da dire. Con Verdone che dirige a meraviglia un cast perfetto per facce e tempi e dipinge un bel ritratto di mondi apparentemente inconciliabili ma non per questo incapaci di venire a contatto. Delicato, morbido (il topo che passeggia a bordo Tevere diventa per la Pastorelli un bel castorino…) e speranzoso, il nuovo film di Verdone diverte ed azzarda (troppo nel sogno psichedelico che prende a modello il Drugo del Grande Lebowski con le coreografie firmate da Luca Tommassini) finendo per sfilacciarsi un po’ negli ultimi 20’. 

Il resto sono risate e spruzzate di malinconia (Verdone che riaccende la vecchia moto sulle note del Battiato della Stagione dell’amore che canta di desideri che non invecchiano quasi mai con l’età…), preservativi scaduti e tenere guardie svizzere, pastiglie di ecstasy scambiate per paracetamolo e correttori automatici di messaggi telefonici (con un vorrei darti la mia buonanotte che diventa un vorrei darti la mia banana…), bagni al mare e cene romantiche nel giardino delle delizie. 
Elegante, curato (lode alla fotografia di Arnaldo Catinari), vivace e forse un po’ troppo lungo (qualche taglio avrebbe giovato al ritmo del film), Benedetta follia non delude le attese e conferma che il viaggio malincomico dell’attore romano nel nostro tempo può ancora durare a lungo.        

Nelle sale dall’11 gennaio distribuito da Filmauro   


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