domenica 17 dicembre 2017 ore 22:31   
Torna alla home page
 
Torna la home page Home Page La redazione Agenda Archivio notizie  Contatti 
 Aggiungi a preferiti 
 

Cerca nel sito



 

Mailing list

 Sesso: 
M F
 Età: 

indirizzo email

leggi regolamento


 

 

Realizzazione:
www. Siti.Roma.it

 

Home » Cinema » Recensioni  
lunedì 27 novembre 2017
di Cristina Giovannini
HAPPY END
Storia di una famiglia alto borghese che ha perso i suoi valori. E’ la dark comedy di Michael Haneke
Scene video riprese con un cellulare dal fondo di un corridoio: una donna fa le sue abluzioni prima di coricarsi; poi la morte di un criceto a cui sono stati dati psicofarmaci gli stessi che uccideranno quella donna per overdose. Infine l’immagine di un cantiere attraverso la telecamera di sorveglianza che riprende un crollo disastroso in cui perirà una persona
Scene video riprese con un cellulare dal fondo di un corridoio: una donna fa le sue abluzioni prima di coricarsi; poi la morte di un criceto a cui sono stati dati psicofarmaci gli stessi che uccideranno quella donna per overdose. Infine l’immagine di un cantiere attraverso la telecamera di sorveglianza che riprende un crollo disastroso in cui perirà una persona.
E’ l’inizio spiazzante di Happy End ultimo film di Michael Heneke, una dark comedy di vita familiare, passato in concorso allo scorso Festival di Cannes.
Festival che nel corso degli anni ha tributato al regista austriaco numerosi apprezzamenti per la sua opera con il conferimento  di numerosi premi come, ad esempio, due Palme d’Oro per Il nastro bianco (2009) e Amour (2012), quest’ultimo anche vincitore di un Oscar come miglior film straniero.

In Happy End ritroviamo il duo di attori di Amour negli stessi ruoli speculari: il grande Jean Louis Trintignant è l’anziano padre Georges Laurent e Isabelle Huppert, ormai attrice feticcio di Haneke presente in molti suoi film come La pianista o Il tempo dei lupi, è sua figlia Anne.
La famiglia Laurent è impegnata nel campo dell’edilizia: Anne ha ereditato l’attività dal padre e vorrebbe un giorno lasciarla a suo figlio Pierre, un giovane complicato che non ha la stoffa e la grinta di sua madre.
Il fratello di Anne, Thomas (Mathieu Kassovitz) è un medico. Separato dalla prima moglie da cui ha avuto Eve ora tredicenne, si è risposato con Anais e ha un bambino di pochi mesi. Eve è venuta a vivere nella grande casa di famiglia dopo che sua madre è morta suicida.

Thomas però ha una relazione segreta con una musicista con cui si scambia piccanti messaggi amorosi via mail. Gli stessi che vengono intercettati da Eve che non riesce a legare con un padre così distaccato ed egoista. Il vecchio Georges è animato solo da pensieri suicidi; una sera in vestaglia e ciabatte prende la macchina con l’intento di schiantarsi e farla finita. Ma l’incidente non è mortale malgrado varie ossa rotte e conseguente sedia a rotelle.
Anne ha una relazione con Lawrence (Toby Jones) un uomo d’affari inglese; i due organizzano un sontuoso ricevimento per annunciare il loro fidanzamento.

Durante il pranzo, Pierre porta scompiglio facendo entrare in sala alcuni nordafricani. Mentre Anne è costretta a scusarsi con gli ospiti, il vecchio Georges convince Eve ad accompagnarlo fuori. Tenterà l’ennesimo suicidio cercando di affogarsi in mare. Ma l’arrivo tempestivo dei suoi figli sventa ancora una volta le sue fosche intenzioni.   
Girato con taglio chirurgico, freddo, asciutto, essenziale oltre ogni limite il film si compone di una serie di scene fisse tutte riprese in campo lungo quasi a voler tenere le dovute distanze dalla realtà che vi viene descritta. Che è poi quella di una famiglia altoborghese, impegnata nel campo delle costruzioni (vedi il cantiere iniziale) ricca e con tanto di servitù, ma i cui membri sembrano essere navi alla deriva: privi di punti fissi e di valori di riferimento, scollegati l’uno dall’altro tutti sono lo specchio di una società egoista, falsa ma profondamente infelice.

Il vecchio non pensa che a suicidarsi, la figlia Anne manda avanti con deciso piglio manageriale l’impresa di famiglia ma non può dirsi lo stesso di suo figlio Pierre a cui un giorno dovrà passare il testimone. Questi, infatti, è il tipico rampollo ricco, viziato e irriverente, pieno di quei problemi che derivano solo dagli agi, che ce l’ha con sua madre perché non si sente alla sua altezza.
Paladino dei diritti dei più deboli è spesso autore trovate scenografiche come rovinare la festa di fidanzamento di sua madre facendo irruzione con un gruppo di profughi africani.  

Non a caso il regista sceglie di ambientare la vicenda a Calais, testa di ponte per molti clandestini che hanno invaso il Vecchio Continente verso l’agognata meta britannica.
L’altro figlio del patriarca Thomas, chirurgo presso il locale ospedale, è un fedifrago compulsivo e incapace di dare amore. La figlia Eve, nata dal suo primo matrimonio, guarda con distacco il mondo che la circonda attraverso l’occhio dello smartphone. Arriva perfino a riprendere senza esitazione l’ennesimo tentativo di suicidio di suo nonno in mare, nella tagliente scena finale, mentre Anne e Thomas si lanciano verso di lui per salvarlo.

Ecco dunque l’happy end del titolo in cui di happy non c’è nulla. Solo un ritratto spietato di persone e vite, privo di pathos, molto superficiale, che non regala mai un attimo di sano coinvolgimento emotivo e lascia solo un vuoto disincanto.  Un clichè fin troppo visto privo di un guizzo di originalità che ci saremmo aspettati da un autore come Haneke. Fatta salva la prova d’attore di Trintignant e della Huppert. Ma quanto a questo non c’erano dubbi.  
Nelle sale dal 30 novembre distribuito da Cinema di Valerio De Paolis




Links correlati
http://www.cinemasrl.com

 
Segnala a un amico
Vi è piaciuto questo articolo? Avete commenti da fare?
Scrivete alla redazione
 












Foto dal Web

Altri articoli di interesse
13-12
Cinema
STAR WARS-GLI ULTIMI JEDI
di José de Arcangelo
12-12
Cinema
Poveri ma ricchissimi
Claudio Fontanini
11-12
Cinema
L’ARTE VIVA DI JULIAN SCHNABEL
di José de Arcangelo
11-12
Cinema
LA RUOTA DELLE MERAVIGLIE
Claudio Fontanini
6-12
Cinema
My Little Pony-Il film
di José de Arcangelo
6-12
Cinema
L’insulto, lotta tra culture
di Silvia Di Paola
6-12
Cinema
Bad Moms 2
di José de Arcangelo

 
© Cinespettacolo.it - Direttore Responsabile: Anna de Martino - Testata in attesa di registrazione al Tribunale di Roma