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giovedì 9 novembre 2017
di José de Arcangelo
Malarazza
Un film duro che fa riflettere sul degrado della vita in periferia. Dirige Giovanni Virgilio
Arriva nei cinema l’opera seconda di Giovanni Virgilio – già autore de “La bugia bianca”- Malarazza - Una storia di periferia. Un film per riflettere e soprattutto per ‘non dimenticare’ perché la vita nelle periferie italiane è ancora difficile, e se la speranza è dura a morire, bisogna sempre combattere contro l’indifferenza perché continui ad esistere.
Non a caso Virgilio cita Italo Calvino: Ci sono frammenti di città felici che continuamente prendono forma e svaniscono, nascosti nelle città infelici. (da “Le città invisibili”)
Quindi, una tragedia greca contemporanea, magari non perfetta che al primo sguardo può sembrare datata, ma che ci ricorda - con durezza e impegno - le condizioni di chi in quelle periferie ci vive, dato che ultimamente i media se ne occupano sempre meno, tranne nei casi in cui c’è un morto al giorno. Però mafia e criminalità stanno ancora e sempre dietro le quinte.

Tommasino Malarazza (David Coco) è un boss ormai in declino del quartiere Librino, a Catania. E’ sposato con la giovane Rosaria (brava Stella Egitto), la sua prima vittima e da lei ha avuto un figlio, l’adolescente Antonino (l’omonimo esordiente Frasca Spada). Stanca delle violenze e divieti del marito, Rosaria sogna un futuro migliore per il figlio, lontano dalla vita di strada che offre il quartiere, ma può contare soltanto con l’aiuto del fratello Franco (un bravo e inedito Paolo Briguglia), anche lui emarginato, travestito no trans gender, e residente a San Berillo.
Infatti la donna, prima decide di lasciare il marito – ma Tommasino si riprende il figlio –, poi sogna di fuggire con lui a Genova. Quando il marito-padrone uscirà di scena, si aprirà una possibilità di cambiamento per tutti. Ma la libertà sempre si ottiene a caro prezzo.

Un film duro – dice il regista-produttore – che ci fa riflettere su quanto le periferie siano parte integrante delle città e che lo stato di degrado in cui sono lasciate non fa altro che aumentare ingiustizie e microcriminalità. Malarazza è una denuncia delle condizioni delle periferie urbane al fine di riflettere sulla crisi della legalità nelle aree più marginali dei territorio, anche se spesso localizzate nei quartieri più centrali. Territori che domandano bellezza, giustizia e sicurezza per garantire un futuro e una speranza ai cittadini che vogliono affrancarsi dalla criminalità e dall’esclusione che logorano le loro vite".

"Sulla base della mia diretta esperienza ritengo che le amministrazioni locali facciano molto per ricucire gli strappi fra le periferie e il resto della città, ma purtroppo molte altre istituzioni restano a guardare. Come scriveva
Italo Calvino, anche le più drammatiche e le più infelici tra le città hanno sempre qualcosa di buono. Quel qualcosa, però, dobbiamo scoprirlo e alimentarlo. Solo così avremo città migliori”.
Abbiamo tentato di portare la realtà al cinema – ribatte Egitto -, ed è stato faticoso emotivamente entrare nel ruolo di questa donna che non ha nessun aiuto. Tommasino interviene nella maniera più violenta togliendole la cosa più preziosa, il figlio. Quella è la goccia che fa traboccare il vaso e lei cerca asilo dal fratello ghettizzato. Un quartiere che ho conosciuto e stavolta sono stata colpita nel vivo. Ho sentito la necessità e la responsabilità di raccontare la sua ribellione, una storia in parte ispirata a fatti veri perciò è importante che tutti conoscano”.

Nel cast anche Cosimo Coltraro nel ruolo del boss in ascesa Pietro, detto U Porcu, innamorato del travesti Franco, e Lucia Sardo, in quello della collega e amica di Rosaria (lavorano entrambe in una stireria). La colonna sonora di Malarazza è del compositore Giuliano Fondacaro e abbraccia numerosi generi musicali, dal rap alla bossa nova, fino al neomelodico, la musica più ascoltata nelle periferie di Catania. Poi ci sono Arisa che canta per la prima volta in portoghese il brano “O pensamento de voçé”, scritto dallo stesso Fondacaro, con le chitarre di Claudio Fassiolo; il rapper Mirko Miro con “Crisantemi e rose”; lo stesso Paolo Briguglia che interpreta “Na vita”; Matteo Milazzo con “Senz’e te”.

Nelle sale italiane dal 9 novembre nelle sale italiane distribuito da Mariposa Cinematografica in 35 copie

NOTE:
Malarazza è stato girato nella periferia di Catania, principalmente nella zona di Librino, ma non soltanto. Alcune scene sono state realizzate a San Berillo, storico quartiere della città all’iterno della I Circoscrizione, quella corrispondente alla città vecchia, la parte centrale di Catania che racchiude i monumenti più antichi. Un tempo molto popolato e pieno di botteghe artigiane, oggi segnato dal degrado fisico e sociale, ma attraversato anche da tante forze vive della città che fra comitati e associazioni si impegnano per un riscatto del territorio.


 
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Foto dall’Ufficio Stampa

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