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domenica 5 novembre 2017
di Claudio Fontanini
The Place
Al tavolo del ristorante tra etica e coscienza. Delude le attese il nuovo film di Paolo Genovese

Chi è quell’uomo misterioso che riceve visite continue seduto al tavolo di un ristorante e soddisfa desideri in cambio di azioni terribili? Il Diavolo in persona, un umile intermediario o piuttosto la materializzazione delle nostre coscienze? Dopo il successo di Perfetti sconosciuti, Paolo Genovese alza il tiro e sposta sul versante drammatico i suoi personaggi pieni di segreti. Con esiti tutt’altro che favorevoli. Tratto dalla serie televisiva americana Booth At The End del 2010 (scritta da Christopher Kubasik) The Place parte da un interrogativo etico (Cosa saresti disposto a fare per ottenere ciò che vuoi?) per approdare dopo 105’ di campo e controcampo ad uno speranzoso richiamo ai valori dell’umanità con virata a 360° nel buonismo d’accatto. 

Davanti all’imperturbabile impiegato (Valerio Mastandrea) che crede nei dettagli e indirizza i destini di chi lo interpella si presentano otto personaggi in cerca di riscatto esistenziale. Ed ecco sfilare un poliziotto (Marco Giallini) che vuol ritrovare i soldi di una rapina e riallacciare i contatti col figlio (Silvio Muccino), un cieco in cerca di occhi per vedere (Alessandro Borghi), una suora (Alba Rohrwacher) in cerca di Dio, una moglie insoddisfatta (Valeria Puccini) che cerca di ingelosire il marito, un padre (Vinicio Marchioni) che spera nella guarigione del figlioletto malato di tumore, un meccanico (Rocco Papaleo) che sogna una notte d’amore con una bomba sexy da calendario e una dolce vecchietta (Giulia Lazzarini, la più brava del gruppo) che vorrebbe riavere il marito malato di Alzheimer

Tutti pronti (o forse no…) a pagare un prezzo molto alto pur di ottenere quello che vogliono. Dal gigantesco librone sul tavolo è pronta per ognuno di loro l’azione nefasta da compiere. Picchiare a sangue un uomo, preparare una bomba da far esplodere, uccidere una bambina, violentare una donna e così via. Con le azioni dei personaggi in questione che si intrecciano e si confondono in un gioco di ruolo che finisce per soffocare la dinamica narrativa di un film inerte e pretenzioso

Così tra vittime e carnefici, accordi annullati e libero arbitrio, compensi immorali e cameriere dal cuore d’oro (Sabrina Ferilli in un personaggio di nome Angela…), The Place mette a segno qualche bella sequenza (il gioco del silenzio tra Mastandrea e la Ferilli sulle note di A chi di Leali) che non basta ad allontanare la strana sensazione di trovarsi di fronte ad una sorta di audio film (azione e movimenti di macchina inesistenti) più adatto al piccolo che al grande schermo. Alla fine ambizione e noia si danno la mano. Occasione sprecata.


Nelle sale dal 9 novembre distribuito da MEDUSA

 


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