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giovedì 26 ottobre 2017
di Claudio Fontanini
LA RAGAZZA NELLA NEBBIA
L’esordio alla regia dello scrittore Donato Carrisi con Toni Servillo a caccia di colpevoli
Un piccolo paese di montagna dove tutti sanno tutto di tutti (o forse no), una sedicenne dai capelli rossi scomparsa nel nulla, un serrato confronto notturno a due nel quale emergeranno scomode verità e fantasmi sepolti del passato. Tratto dal suo omonimo romanzo (pubblicato nel 2015 da Longanesi) La ragazza nella nebbia è l’esordio alla regia dello scrittore
Un piccolo paese di montagna dove tutti sanno tutto di tutti (o forse no), una sedicenne dai capelli rossi scomparsa nel nulla, un serrato confronto notturno a due nel quale emergeranno scomode verità e fantasmi sepolti del passato. Tratto dal suo omonimo romanzo (pubblicato nel 2015 da Longanesi) La ragazza nella nebbia è l’esordio alla regia dello scrittore pugliese Donato Carrisi,  nato sui set come sceneggiatore e producer e specializzato in criminologia e scienza del comportamento. 

Scritto tempo fa in forma di sceneggiatura e rifiutato da tutti i produttori (era nato per diventare un lungometraggio ma è diventato prima un libro come avvenne per Il suggeritore, edito nel 2009 e capace di superare il milione di copie) il film- una delle preaperture della Festa del cinema di Roma- è un inusuale thriller che intreccia, con qualche lungaggine di troppo (2h07’ sono davvero troppe) cronaca giudiziaria e analisi sociologica, invadenza dei mass media e banalità del male in una confezione che punta tutto sulla suspense piuttosto che sui facili effetti.

Si comincia con una telefonata notturna che invita un mite e paziente psichiatra (Jean Reno che recita in italiano) a recarsi nella locale centrale di polizia. C’è da ascoltare la testimonianza di un famoso commissario cinico e vanesio (un monolitico Toni Servillo che si toglie a poco a poco la maschera) che ha guidato le ricerche sulla ragazzina e che si presenta dopo un incidente d’auto e la camicia sporca di sangue. 
Da qui, attraverso un andirivieni temporale che mischia le carte in tavola (ottimo il montaggio di Massimo Quaglia) ecco una serie di personaggi tutti in cerca del proprio tornaconto in quella che diventerà una corsa al denaro piuttosto che alla giustizia.

C’è una giornalista televisiva di cronaca nera assetata di scoop ed ascolti (Galatea Ranzi, la versione seria della Ferilli di Omicidio all’italiana di Maccio Capotonda), c’è un avvocato rampante specializzato in cause post accusatorie (Antonio Gerardi), c’è un professore di lettere in bolletta (In letteratura si uccide per odio, nella vita per denaro dice Alessio Boni in una delle sue lezioni) trasferitosi da sei mesi in paese con moglie e figlia insoddisfatte e c’è una vecchia cronista sulla sedia a rotelle (una Greta Scacchi quasi irriconoscibile) in cerca di riabilitazione professionale. 

Tra confraternite religiose e connivenze interessate (Ti do 25’ di vantaggio sulla concorrenza dice il commissario alla giornalista tv in cambio della copertura mediatica), falsi diari e prove indiziarie (Prima che spunti un corpo abbiamo bisogno di un colpevole dice Servillo all’agente giovane Lorenzo Richelmy), plastici e sortilegi, messaggi anonimi, trote arcobaleno e un gatto randagio che forse è la chiave di tutto, La ragazza nella nebbia inizia come Una pura formalità di Tornatore e finisce sulla scia dei thriller americani ai quali vorrebbe rimandare in alcune sequenze peraltro poco convincenti (la piscina comunale che diventa la sala operativa della polizia, l’incontro notturno al cimitero, l’arrivo in auto dell’avvocato che salva il professore dalle telecamere). 

Calibrato, geometrico, ambiguo e ben orchestrato (col grande albergo vicino al lago di Carezza che diventa un vero e proprio coprotagonista della vicenda) il film di Carrisi, inquietante e sinistro saggio sul prezzo da pagare alla notorietà, si smarrisce un po’ nello scioglimento dell’intricata matassa. Nessun innocente e finale a sorpresa e sin troppo forzato.  
Nelle sale dal 26 ottobre con distribuzione Medusa

NOTE
Il film è stato presentato ieri sera, in anteprima, alla preapertura speciale della Festa del Cinema di Roma
    

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