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lunedì 2 ottobre 2017
di Claudio Fontanini
Ammore e malavita
Baci pallottole e tradimenti tra i vicoli di Napoli: arriva in sala l’ultimo film dei Manetti Bros.
Si spara, ci si bacia, si balla e si canta tra i vicoli di Napoli. Definito da qualcuno a Venezia (dove era tra i quattro film italiani in concorso) una sorta di La la land in salsa partenopea (troppa grazia…), Ammore e malavita, il nuovo film dei Manetti Bros. è in realtà un variopinto e divertente mix di generi cinematografici (sceneggiata, poliziesco, musical) frullato con perizia tecnica e assoluta padronanza della messa in scena.
Interpretato da un cast in stato di grazia (lo stesso di Song ʹe Napule con l’aggiunta di una strepitosa Claudia Gerini in versione donna del boss), il film dei Manetti cita e ammicca, accumula e strappa risate in un crescendo sin troppo prevedibile che finisce per dilatare oltre misura (durata 134’) lo spunto iniziale.

Si comincia con un morto ammazzato (Buccirosso in double face) che dalla bara canta disperato perché non riconosce parenti e prete al suo funerale. Come in Johnny Stecchino o nel Marchese del grillo alla base di Ammore e malavita c’è il classico scambio di persona col povero venditore di scarpe ucciso al posto di don Vincenzo, il temutissimo re del pesce che ha organizzato la sua morte apparente dopo essere scampato da un agguato.
Ferito e in ospedale, il boss, in attesa di rinchiudersi nel bunker con la sua fantasiosa compagna (Gerini) che vede mille film ed escogita piani segreti, viene visto casualmente da un’infermiera (Serena Rossi in versione afro, con voluminosi capelli ricci) che deve essere eliminata.

A farlo è chiamato Ciro (Giampaolo Morelli), una dei due temutissimi killer al servizio del boss che però riconosce in quella donna l’amore della sua gioventù…Inizia da qui una lotta senza quartiere tra chi insegue e chi scappa piena di musica (13 canzoni in napoletano e 2 in inglese con liriche di Nelson e partiture originali di Pivio & Aldo Scalzi) e azione, sguardi languidi ed esplosioni, tradimenti e taglie da un milione di euro.
Con numeri memorabili (il tour turistico alle Vele di Scampia con gli americani felici di essere stati scippati, ‘La canzone della serva’ con la Gerini scatenata,  il balletto in corsia d’ospedale con Serena Rossi che canta L’amore ritrovato, cover di What a feeling di Flashdance), coreografie eclettiche, dialoghi scoppiettanti e assoluto divertimento.

Almeno nella prima ora, la più riuscita, perché poi il film dei Manetti perde ritmo e colpi (a dispetto di quelli sparati) in un gioco cinematografico sin troppo scoperto e un po’ faticoso da seguire. Così tra giuramenti e contrabbandieri, avvocati che citano in latino e troni di corni rossi, pallottole schivate come sentimenti e rese dei conti in riva al mare, Ammore e malavita mette in scena affari di cuore e d’onore finendo per mettere in mano alle donne il destino della storia.
Con un finale di fughe (‘la gloria la dà solo l’esilio’ cantano i nostalgici di Napoli costretti a vivere lontani dall’amata città) che ribalta luoghi comuni e percezione di una città mondo.

Nelle sale dal 5 ottobre con Distribuzione 01

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http://www.01distribution.it

 
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