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giovedì 7 settembre 2017
di Claudio Fontanini
The teacher
Da una storia vera degli anni ’70 a Bratislava,un film che famiglie e scolaresche non devono perdere
Entra in classe con la sua ampia gonna colorata e il tacchettio delle scarpe charleston. Ha un’aria bonaria e rassicurante, un sorriso gentile e sembra a prima vista la professoressa ogni alunno vorrebbe incontrare sulla sua strada scolastica. Peccato che all’appello d’inizio anno scolastico dopo ogni cognome chiede allo studente che mestiere facciano i propri genitori. E se dietro la facciata di quell’aria mite si nasconda in realtà una vera e propria approfittatrice sociale che assegna bei voti attraverso ricatti e manipolazioni?

Arriva dalla Repubblica Ceca una vera e propria lezione morale in questo intrigante e insinuante The teacher di Jan Hřebejk (il suo “Divided we fall” è stato candidato all’Oscar nel 2001 come miglior film straniero) che tra commedia e dramma mette sapientemente in scena i vizi e le contraddizioni di una società cresciuta tra giochi di potere e corruzioni quotidiane (siamo a Bratislava, nella Cecoslovacchia dell’83 che inizia a sbirciare verso Ovest ma che ancora gravita formalmente nella sfera d’influenza sovietica).
Vedova di un alto ufficiale comunista e rappresentante scolastica del Partito, Maria Drazdĕchová (l’ottima Zuzana Mauréry) inizia a tessere la sua tela del ragno attraverso una serie di piccoli favori che nessuno, o quasi, si sente di negarle.

Da un semplice taglio di capelli all’assistenza per la spesa, dalla riparazione di un paralume alle pulizie di casa (alle quali partecipano volontariamente i suoi allievi…) la vita dell’insegnante, sola e senza figli, non conosce problema irrisolvibile.
E se qualcuno si azzarda a dirle no (un impiegato aeroportuale che non acconsente a inviare illegalmente una torta a Mosca per la sorella) sono guai per i suoi sottoposti. Come quella ragazzina che studia danza e che nonostante lo studio non capisce perché è sommersa di brutti voti e insultata davanti ai compagni.
Ci vorrà un tentato suicidio per mettere la preside dell’Istituto nelle condizioni di convocare un’assemblea genitoriale per capire come stiano i fatti.

Peccato che quella riunione, una sorta di Parola ai giurati in versione scolastica, si trasformi in un amarissimo dibattito su conformismo e interessi personali dal quale ben pochi avranno la forza di tirasi indietro. Tra debolezze e meschinità, egoismi e ipocrisie, armi in classe e astrofisici sotto osservazione, l’abuso di potere diventa regola in un confronto senza tempo (la natura umana, purtroppo, non cambia) che ci ricorda come sia difficile (impossibile?) riuscire a far prevalere l’onestà intellettuale di fronte alla mercificazione interessata del quid pro quo. Ispirato da una storia vera accaduta negli ultimi anni ’70 allo sceneggiatore Petr Jarchovský. Da vedere. Raccomandato a scolaresche e famiglie.

Nelle sale dal 7 settembre con Distribuzione Satine Film

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http://www.satinefilmdistribuzione.com

 
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