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giovedì 31 agosto 2017
di Claudio Fontanini
DUNKIRK
Epico ed intimo il film di Nolan che si prenota per gli Oscar: una forte esperienza sensoriale
Quattrocentomila soldati britannici ed alleati intrappolati su una spiaggia mentre sopra le loro teste gli Spitfire della Raf sfidano il nemico in cielo aperto sopra la Manica e centinaia di piccole imbarcazioni civili viaggiano verso Dunkerque tentando un disperato salvataggio in una folle corsa contro il tempo. Per la prima volta alle prese con una storia vera, Christopher Nolan (“Interstellar”, “Inception”
Quattrocentomila soldati britannici ed alleati intrappolati su una spiaggia mentre sopra le loro teste gli Spitfire della Raf sfidano il nemico in cielo aperto sopra la Manica e centinaia di piccole imbarcazioni civili viaggiano verso Dunkerque tentando un disperato salvataggio in una folle corsa contro il tempo. Per la prima volta alle prese con una storia vera, Christopher Nolan (“Interstellar”, “Inception” e la trilogia de “Il cavaliere oscuro”) dimostra che il Cinema non morirà mai.

Esperienza sensoriale da vedere in sale attrezzate (il film è girato con la tecnologia IMAX insieme alla pellicola 70mm), questo Dunkirk- progettato da 25 anni e budget da 150 milioni di dollari- è un inno al senso della collettività che rifugge dalla retorica e mette lo spettatore nelle condizioni dei personaggi che raffigura sullo schermo. Spaesamento e senso d’angoscia, indecisione generale e nessun senso delle direttive. Solo un immenso spazio aperto dove è impossibile rifugiarsi e dove piovono bombe dall’alto. Con Nolan che divide ed incrocia tre diverse unità di misura temporale per ogni parte della storia raccontata: una settimana per gli uomini sulla spiaggia, un giorno per le imbarcazioni che attraversano la Manica e un’ora per i piloti aerei.

Il risultato è una tensione incessante che a volte si fa quasi insostenibile proprio per il convergere delle situazioni in atto che si fanno realtà vibrante davanti ai nostri occhi. Un film in soggettiva con gli occhi dello spettatore che si confondono con quelli degli attori (si vedano quelli di Tom Hardy capace di dare corpo e spessore alla sua interpretazione solo con lo sguardo dalla sua cabina di pilotaggio) in un viaggio nella Storia che cattura letteralmente l’azione in diretta evitando il più possibile gli effetti digitali e la computer grafica. Girato in larga parte sulla spiaggia dove avvennero gli eventi di fine maggio 1940, Dunkirk ribalta il senso della disfatta in tenace voglia di non arrendersi.

Un’evacuazione poco onorevole ma eroica per spirito impavido e coraggio contro qualunque avversità. Panoramiche mozzafiato e maree che riconsegnano cadaveri, siluri notturni e suicidi marini, barelle e volantini dall’alto (il magnifico piano sequenza iniziale), un molo costruito con gli autocarri e un tiro al bersaglio contro una nave arenata, una secca lunga sette metri e l’impossibilità di raggiungere l’altra sponda pur essendo a sole 26 miglia da casa.
Col comandante della Marina britannica (un monumentale Kenneth Branagh) che suggerisce impossibili attracchi, abborda soldati feriti e decide i destini della truppa mentre sotto al molo quei ragazzi in divisa non hanno la più pallida idea di cosa stia accadendo in realtà.

Epico ed intimo, il film di Nolan (impossibile non premiarlo ai prossimi Oscar) è, come dicevamo all’inizio, una vera e propria esperienza sensoriale. Perché oltre alle potentissime immagini a concorrere alla maestosità dell’insieme anche la martellante ed incessante colonna sonora firmata da Hans Zimmer.
Quasi un unico brano lungo con una struttura tonale aggregante e complessa che miscela rumori di motori in costante accelerazione, il ticchettio di un orologio sincronizzato e l’adattamento di “Nimrod”, il tema crescente di Edward Elgar amato dagli inglesi tanto quanto la storia di Dunkirk.

Film di sopravvivenza più che di guerra, Dunkirk è il capolavoro di Nolan. Un regista capace di scortare il suo pubblico tra le strade di Gotham City, nel mondo infinito dei sogni e in quello spaziale. Chi ancora crede che sia possibile vedere un film dallo schermo di un computer o, peggio, da quello di uno smartphone, si accomodi in sala. Forse riuscirà finalmente a capirà la differenza tra guardare e vedere.   
Nelle sale dal 31 agosto distribuito da Warner Bros Pictures

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http://www.warnerbros.it

 
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