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mercoledì 28 giugno 2017
di Claudio Fontanini
Le Ardenne-Oltre i confini dell’amore
Dall’omonima pièce teatrale di Jeroen Perceval, l’algido noir di Robin Pront
Due fratelli, una rapina finita male, una donna contesa e un luogo dell’anima che si fa teatro di una tragica resa dei conti. Candidato all’Oscar come miglior film straniero per il Belgio e passato a Toronto e al Noir in Festival di Courmayeur, Le Ardenne - Oltre i confini dell’amore è il potente esordio alla regia di Robin Pront, belga di origini olandesi che si è fatto conoscere con un corto sul mondo della droga ad Anversa. Stessa ambientazione e stesso mondo brulicante di violenza e disperazione in questo suo primo lungometraggio.
Si comincia con un tuffo disperato in piscina di un uomo col volto coperto che riemerge ansimando e fugge in auto a folle velocità con una donna. Dave (Jeroen Perceval) non ha potuto far nulla per suo fratello Kenneth (Kevin Janssen) che dopo aver scontato 4 anni di carcere scoprirà amaramente che quella ragazza alla guida, la sua donna, è diventata nel frattempo la nuova compagna del fratello.

Sylvie
(Veerle Baetens, l’indimenticabile protagonista di Alabama Monroe) ha infatti deciso di tagliare con la droga e sogna una vita normale e noiosa (“Voglio tornare a casa alle cinque del pomeriggio, cucinare patate e broccoli e portare mio figlio in piscina”) ma non ha fatto i conti con la smania di possesso e le cattive abitudini del suo ex ancora all’oscuro della nuova situazione familiare.
Alla ricerca del momento opportuno (ma arriverà mai?) per confessare quello scomodo legame sentimentale, Dave finirà invischiato in una serie di disavventure che lo porteranno a compiere scelte dolorose e sanguinarie. Con un finale ambientato nei boschi delle Ardenne (“L’aria era più sana lì, faceva miracoli” dice la vecchia madre che rimpiange il passato) e che regala un magnifico colpo di scena e la sensazione che al destino non si può sfuggire.

Tra legami di sangue e magia dell’infanzia perduta, spruzzate di umorismo raggelante e scommesse che regalano posti di lavoro, cinghiali appesi e un misogino aguzzino, il film di Pront, adattamento dell’omonima pièce teatrale di Jeroen Perceval che ha avuto un grande successo in Belgio, è un noir algido e desolato che esplora le dinamiche di un triangolo amoroso senza redenzione e colora di grigio psicologie e ambienti.
Peccato soltanto per una sceneggiatura che rende poco credibile il comportamento ondivago di Dave e per un doppiaggio italiano che scade nella macchietta alla comparsa del travestito che parla francese come l’ispettore Clouseau della Pantera Rosa.         

Nelle sale dal 29 giugno Distribuzione Satine Film

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