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giovedì 15 giugno 2017
di Claudio Fontanini
LADY MACBETH
Applaudito ai festival di Torino, Torono e San Sebastian ecco il folgorante esordio di Oldroyd
Ispirato a “Lady Macbeth nel Distretto di Mcensk”, il romanzo breve di Nikolaj Leskov che Šostakovič trasformò nel 1934 in una celebre opera bandita poi da Stalin, il film segue le vicende della giovanissima Katherine (una prodigiosa Florence Pugh) costretta ad un matrimonio senza amore con un uomo più grande di lei e soffocata dalle rigide norme sociali dell’epoca
Siamo nell’Inghilterra del 1865, dove dopo la rivoluzione industriale s’impongono rapporti di classe e violenza del patriarcato e fra crinoline e corsetti, sottomissioni volontarie e relazioni illecite e passionali (l’incontro col nuovo stalliere che diverrà il suo amante) si assiste ad una vera e propria trasformazione, mentale e fisica, di una donna capace di combattere- con tutte le armi- per la propria indipendenza e per il proprio destino.

Ed ecco così la traduzione in immagini sapienti e geometriche di una vera e propria ossessione amorosa che si traduce in una spirale di violenza senza redenzione. Un vero e proprio noir vittoriano che inchioda alla poltrona lo spettatore tra macchinazioni e amoralità, colpi di scena e riflessi di modernità.
Si comincia con la morte del vecchio suocero che implora aiuto dietro la porta sbarrata mentre la giovane protagonista mangia nella stanza accanto pregustandone la fine per quella che diverrà una vera e propria discesa agli inferi dove gli innocenti pagheranno un prezzo altissimo.

Applaudito all’ultimo Torino Film Festival e passato in concorso a Toronto e a San Sebastian (Premio Fipresci), Lady Macbeth convince ed avvince con uno stile che dal dramma in costume arriva dritto a quello da camera in una gelida vivisezione di corpi e anime che ricorda il miglior Haneke.
Con i paesaggi misteriosi e selvaggi e la natura circostante che riflettono la trasformazione interiore della protagonista, i costumi dell’epoca a soffocare ambizioni e intrappolare ogni velleità e qualche variazione dal testo originale (finale diverso e un nuovo personaggio, la cameriera di colore) a dare ulteriore spessore narrativo a questo scintillante esordio cinematografico di Oldroyd.    

Nelle sale dal 15 giugno con Distribuzione Teodora

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http://www.teodorafilm.com

 
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