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mercoledì 17 maggio 2017
di Cristina Giovannini
I PEGGIORI
Dopo Jeeg Robot di Mainetti, ecco altri due eroi italiani mascherati che combattono le ingiustizie
Dopo la fortunata avventura di Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, arriva in sala un nuovo, spassoso film tutto in salsa cinecomic alla nostrana dal titolo emblematico I Peggiori opera prima di Vincenzo Alfieri che ne è anche sceneggiatore ed interprete insieme a Lino Guanciale, volto noto delle fiction, e l’adolescente Sara Tancredi
Il cinema italiano si apre ai supereroi. Dopo la fortunata avventura di Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, arriva in sala un nuovo, spassoso film tutto in salsa cinecomic alla nostrana dal titolo emblematico I Peggiori opera prima di Vincenzo Alfieri che ne è anche sceneggiatore ed interprete insieme a Lino Guanciale, volto noto delle fiction, e l’adolescente Sara Tancredi.
Massimo e Fabrizio sono due fratelli squattrinati che si barcamenano come possono per garantire un futuro alla sorellina tredicenne Chiara in una città, Napoli, che non è la loro e in cui faticano ad adattarsi. Fabrizio è laureato in legge e ha trovato un modesto impiego in un archivio del tribunale; Massimo fa il manovale in un cantiere gestito dall’albanese Durim che sfrutta i suoi dipendenti, tutti extracomunitari.

Pagare l’affitto è sempre più difficile mentre Chiara viene sospesa dalla scuola a causa di una rissa. Serena l’assistente sociale, segretamente attratta da Massimo, li mette in guardia sul rischio di perdere l’affidamento di Chiara. Per trovare i soldi, decidono di mettere a punto un furto mascherato nell’ufficio di Durim dove sono custoditi gli stipendi arretrati che il losco figuro non paga ai suoi dipendenti.
Ma i due fratelli scoprono i passaporti sequestrati agli extracomunitari: all’arrivo della polizia i due sono fuggiti ma in compenso il loro atto criminale si trasforma in un gesto di eroismo.
I social impazziscono, tutti vorrebbero denunciare qualcuno e loro sembrano le persone giuste.

Aiutati da Chiara mettono su un’attività molto lucrosa: armati di maschere e micro camere demoliscono, da qui l’epiteto i Demolitori, le identità dei furbetti che infestano il paese e diventano due eroi. Ma la loro strada si incrocia con quella della crudele imprenditrice edile Eva Pierrot, alle cui dipendenze è Durim, e con quella del Commissario Natale Piervi che da molto tempo cerca di incastrare la donna per i suoi loschi affari.
Riprendendo in mano e rielaborando una sceneggiatura scritta ai tempi della scuola, Vincenzo Alfieri attinge a man bassa nel mondo dei fumetti che ha accompagnato la sue adolescenza come quella di tanti altri giovani.

Ma, ecco la novità, niente a che vedere con i patriottici e invincibili Supereroi a stelle e strisce; qui è il carattere italico a predominare, come è giusto che sia, e la fantasiosa arte di arrangiarsi tipica dei paesi del sud.
Eroi sì, un po’ maldestri ma a pagamento che agiscono in una Napoli moderna e attiva, scevra dei soliti stereotipi stile pizza e mandolino.
Chi sono dunque i Demolitori? Persone normali che si ritrovano, inaspettatamente, a combattere le ingiustizie a favore dei più deboli; indosso un costume fatto con le imbottiture da moto per emulare il caro vecchio Batman e sul viso, come dubitarne, una maschera di gomma con le fattezze di Maradona.

Il risultato è un film sperimentale ed originale che ha dalla sua la freschezza e l’esuberanza della novità, ironico e divertente, a tratti persino credibile: in fondo parliamo di due giovani come tanti, non particolarmente palestrati o muscolosi ma dotati di una certa agilità e forza che le danno sì ma le prendono anche.
Di contro, la pellicola indugia un po’ troppo sugli aspetti macchiettistici e caricaturali vedi la figura dell’albanese Demian interpretata da un improbabile e ridicolo Tommaso Ragno.

E passi pure qualche inevitabile buco di sceneggiatura (in fondo è un’opera prima) con situazioni irrisolte tipo l’operazione punitiva nei confronti del ristorante cinese che rifila pesce marcio, di cui si perdono le tracce nel corso della narrazione. Una svista forse dovuta al ritmo compulsivo e frenetico che caratterizza la seconda parte piuttosto movimentata.
Mescolando avventura e commedia, nel complesso il film funziona ed è godibile, grazie anche al cast assortito tutto “napolicentrico” in cui troviamo Biagio Izzo, Ernesto Mahieux, Francesco Paolantoni, Miriam Candurro. Ma il plauso va a Chiara, la promettente Sara Tancredi, ragazzina intraprendente e sfacciata, genio del computer che gestisce con pugno di ferro i due fratelli bamboccioni.

Nelle sale dal 18 maggio distribuito da Warner Bros Picture




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