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martedì 18 aprile 2017
di Cristina Giovannini
LE COSE CHE VERRANNO
Mia Hansen-Love, Orso d’Argento per la regia a Berlino 2017, dirige una sublime Isabelle Huppert
Una donna alle prese con una separazione e con le incognite del futuro, di quell’avenir del titolo originale in cui, a dispetto delle apparenze, le porte sono ancora aperte e altre strade sono ancora percorribili, malgrado l’età non più giovane. Diretto e sceneggiato da Mia Hansen-Love, già attrice per Olivier Assayas, Le cose che verranno è un’interessante
Una donna alle prese con una separazione e con le incognite del futuro, di quell’avenir del titolo originale in cui, a dispetto delle apparenze, le porte sono ancora aperte e altre strade sono ancora percorribili, malgrado l’età non più giovane.
Diretto e sceneggiato da Mia Hansen-Love, già attrice per Olivier Assayas, Le cose che verranno è un’interessante spaccato di vita quotidiana, che le è valso un meritato Orso d’Argento per la regia a Berlino 2016.
Protagonista una strepitosa (come dubitarne?) Isabelle Huppert, una carriera costellata di riconoscimenti prestigiosi e ormai considerata una delle più grandi attrici del panorama cinematografico contemporaneo.

La storia ruota intorno a Nathalie che insegna filosofia in un liceo di Parigi; la filosofia per lei è uno stile di vita e tutto il suo lavoro, che svolge con passione, è volto proprio ad insegnare ai giovani a pensare con le proprie teste. Nathalie è sposata, ha due figli e una madre mentalmente fragile che la tormenta a qualsiasi ora del giorno e della notte perché in cerca di continue attenzioni.
Nathalie divide la sua vita tra la famiglia e il pensiero filosofico in un contesto apparentemente sereno. Ma un giorno il suo mondo viene stravolto: il marito le confessa di avere una relazione con un’altra donna ed è deciso a lasciarla, la madre muore, i figli sono ormai cresciuti ed indipendenti. Nathalie si ritrova a metà tra un’inaspettata libertà e un senso di solitudine.

Girato con estrema eleganza e finezza, con un taglio asciutto e privo di stucchevoli pietismi, Le cose che verranno è un’opera toccante, un’intensa riflessione sulla solitudine che avanza al limitare della terza età. Tra citazioni filosofiche edotte, in primis Rousseau a Pascal, le lezioni all’Università, i colloqui con l’editore dei suoi libri, la cena di Natale con i figli, le visite alla madre inferma, il gatto da accudire, le sortite nel Caveche dal suo ex studente che ivi si è trasferito, il film scandito dalla semplice routine della protagonista scorre come un flusso ininterrotto e vibrante e cattura l’esistenza e l’interiorità di una donna come tante.
E’ un cinema, quello della Hansen-Love che attinge felicemente da storie quotidiane come già nelle sue prove passate, vedi Un amore di gioventù, e qui in parte ispirato dalla complicità intellettuale dei suoi genitori e dall’energia di sua madre.

Mai un attimo di noia né di stasi; quando le amarezze iniziano a susseguirsi il marito che la lascia per un’altra donna e andandosene di casa svuota parte della libreria così come il cuore di Nathalie, la madre che muore e i sensi di colpa per averla messa in una casa di riposo, la casa editrice per cui collabora che la licenzia su due piedi, continuiamo a chiederci più che mai incuriositi in che modo la pragmatica Nathalie farà fronte alle avversità per reinventare la propria vita.
C’è un prima e c’è un dopo nella sua vita e nel passaggio tra queste due fasi Nathalie, pur soffrendo molto, non si abbandona al dolore, le scenate di gelosia o le sedute dallo psicanalista non rientrano nelle sue corde; supportata dalla sua amata filosofia assapora, invece, questa nuova libertà con la forza d’animo di chi sa ancora aspettarsi qualcosa dal domani.

E chi meglio della Huppert poteva cogliere e mostrare tutte le sfumature del suo complesso personaggio senza lacrime né sbavature, ma con lucidità o forse con semplice accettazione di un presente dove ora è la nascita di una nuova vita ad assorbire tutta l’attenzione.
Così come mostrato nella bellissima sequenza finale in cui culla il nipotino mentre la musica di sottofondo, una canzone d’amore, racconta il desiderio e la speranza che un giorno, forse, arriverà un altro uomo. La vita ci offre la possibilità di ricominciare in un messaggio di speranza autentico soprattutto per tutte quelle donne che, a partire da una certa età, dopo rotture dolorose, hanno difficoltà a sfuggire dalla solitudine.

NOTE:
Per questo ruolo, la Huppert è stata consacrata attrice dell’Anno dai Critics Choice Awards di Londra.

Dal 20 aprile nei cinema distribuito da Satine Film Distribuzione



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http://www.satinefilmdistribuzione.com

 
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