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martedì 11 aprile 2017
di Cristina Giovannini
Lasciati andare
Primo ruolo comico al cinema per Toni Servillo, analista nella frizzante commedia di Francesco Amato
Psicanalisi e sport: mai mondi così agli antipodi possono avere, a dispetto delle apparenze, punti di contatto inaspettati. E’ lo scontro mente-corpo il filo conduttore di Lasciati andare, divertente e frizzante commedia diretta da Francesco Amato (Ma che ci faccio io qui, Cosimo e Nicole) con protagonista un‘insolito Toni Servillo nelle vesti di un Freud nostrano, molto somigliante anche nell’aspetto, qui nel suo primo ruolo comico.
Elia è un’analista ebreo, estremamente taccagno che ha talmente preso sul serio il suo lavoro da essere ormai totalmente impermeabile ad ogni tipo di emozione.

Vive solo, dopo la separazione da Giovanna, in un’appartamento adiacente a quello della ex-moglie con cui continua a condividere il bucato (la lavatrice è in casa della donna) e le serate al teatro dell’Opera. Indifferente e distaccato, Elia si rifugia nei dolci che ingurgita in gran quantità finchè un giorno, causa un malore, è costretto a mettersi a dieta e ad iscriversi su consiglio del suo medico in palestra. Qui incontra Claudia, una personal trainer sopra le righe con il culto del corpo che irrompe come un ciclone nella sua vita.
Claudia, priva di qualsiasi timore reverenziale per persone dotte come Elia di cui il più delle volte non comprende le battute fulminanti, lo trascina nella sua vita terribilmente incasinata. Ma grazie a questo finalmente Elia si scrolla di dosso egoismi e rigidità per dare un nuovo corso alla sua esistenza.

Lasciati andare è nato da un’idea di Francesco Bruni che ne ha scritto la sceneggiature a sei mani insieme allo stesso regista e a Davide Lantieri; fonte d’ispirazione i film di Billie Wilder, Woody Allen nonchè gli scritti e l’autobiografia di Groucho Marx.
Un’analista e una personal trainer fanno lo stesso lavoro perché rimettono in piedi la gente, chi dalla testa e chi dal corpo, ma qui l’obiettivo è puntato in chiave tutta comica sullo scontro tra questi due opposti con le inevitabili ripercussioni sulla vita dei due personaggi principali.

Rispetto alle numerose commediole italiane di dubbia qualità che da tempo inondano i nostri schermi, questa sembra avere una marcia in più; la storia, anche se a volte un po’ ondivaga, nel complesso funziona bene e mantiene un buon ritmo fino alla fine con battute divertenti e, soprattutto, mai volgari e qualche spruzzatina di romanticismo qui e là a condire la movimentata vicenda.
Il resto lo fanno gli attori, tutti bravi e in sintonia: dall’esuberante Veronica Echegui, attrice spagnola a cui il ruolo di Claudia eccentrica dal cuore d’oro calza a pennello, a Carla Signoris che è la moglie fino a Luca Marinelli il ladruncolo balbuziente Ettore che regala sfiziosi siparietti.

Alla pellicola di Amato va dunque anche il merito di aver sdoganato Toni Servillo da quell’allure aulico-intellettuale che ne ha contraddistinto finora i ruoli. L’attore partenopeo si mette così alla prova in un genere totalmente nuovo per lui; analista arido, con un senso dell’umorismo arguto e impietoso, molto attaccato al denaro “Tu gratis e per piacere non hai mai fatto niente a nessuno” gli rinfaccia la ex moglie durante un’alterco, trascinato, suo malgrado, da Claudia in situazioni improbabili per la sua vita così compassata, Servillo riesce ad essere convincente nella presa di coscienza e nella trasformazione che investe Elia fino a renderlo finalmente una persona autentica e, forse, non così avara di emozioni.

Nelle sale dal 13 aprile con 01 Distribution




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