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giovedì 16 marzo 2017
di Claudio Fontanini
Chi salverà le rose?
Un film di legami familiari e segreti inconfessabili per il ritorno sul set di Carlo Delle Piane
Voleva che lo scrivessimo e noi lo facciamo volentieri. Bentornato Carlo! Dopo il ricovero d’urgenza al Gemelli per una emorragia cerebrale che lo ha colpito a gennaio 2015, l’ottantunenne Carlo Delle Piane torna a far splendere la sua arte umanissima e sommessa in Chi salverà le rose?, opera prima del 59enne Cesare Furesi (poliomielitico dall’età di 4 anni) che dedica parole di fuoco al padre nella didascalia iniziale.
E’ infatti un film di legami familiari e segreti inconfessabili, partenze improvvise e ritorni sulla strada del cuore questo piccolo film girato ad Alghero in 21 giorni che riporta in scena l’Avvocato Santelia di Regalo di Natale.

Grande pokerista (“Io non gioco, vinco…”) e compagno di vita da anni di Claudio (Lando Buzzanca allettato e in un ruolo che è l’antitesi della sua immagine filmica costruita negli anni ’70), Giulio (un quintessenziale e toccante Delle Piane) ha messo in fuga una figlia (Caterina Murino) e scelto l’isolamento per vivere fino in fondo la sua straordinaria storia d’amore.
Saranno la malattia irreversibile del suo uomo e i debiti con le banche contratti per pagare dottori e medicine, a far riavvicinare quel padre e quella figlia che forse non si sono mai detti la verità.

In una casa museo dove Giulio inscena ogni giorno una recita tenendo all’oscuro Claudio della drammatica situazione economica, l’arrivo di Valeria e del nipote (il poco espressivo Antonio Careddu) costringeranno quell’omino gentile e mai sazio d’amore a organizzare una nuova partita, con l’aiuto del vecchio biscazziere Eugenio (Philippe Leroy), nella quale a dare le carte forse non sarà solo il destino.
Tra vecchie lettere mai lette nel cassetto e gocce di profumo che sanno di passato, foto di tramonti sardi in successione e pillole da ingoiare come fossero bignè alla crema, slanci di euforia ed eredità inventate, Chi salverà le rose?, scritto dal regista col figlio Guido e la collaborazione di Paola Mammini, è un film intimo e delicato che tratta argomenti scomodi senza mai calcare la mano.

Certo, le partite a poker non hanno il fascino visivo e la tensione dei film di Avati, né certe frasi sentenziose e un poco ridondanti aiutano l’insieme (“Chi non ama i fiori non ama abbastanzaBuzzanca dixit) ma l’interpretazione di Delle Piane vale il prezzo del biglietto.
Faccia sporcata col sughero bruciato per trasformarsi in un cameriere nero al servizio del suo padrone- tanto per strappare una risata al suo compagno e provare a rendergli migliore quella giornata- l’attore romano regala emozioni e brividi. Altro che effetti, questi sono veri e propri affetti speciali. Finale coraggioso e a sorpresa. Produce e distribuisce la neonata Corallo Film.        

Nelle sale dal 16 marzo distribuzione da Corallo Film


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http://www.corallofilm.it

 
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