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lunedì 26 settembre 2016
di Redazione
Fuocoammare punta dritto all’Oscar
Dopo l’Orso al Festival di Berlino 2016 arriva anche la promozione agli Oscar: "Ringrazio la commissione per aver scelto un film documentario a rappresentare l’Italia. Questa candidatura va oltre il mio film". Così Gianfranco Rosi, che da Parigi ringrazia
"Meryl Streep mi disse a Berlino - ricorda oggi Rosi con un pizzico d’emozione  - “Vorrei che il tuo film arrivasse agli Oscar”. Detto, fatto. E’ stata ufficializzata oggi la decisione della commissione di selezione, riunita all’Anica, di puntare su Fuocoammare per rappresentare l’Italia ai prossimi Oscar nella categoria miglior film in lingua non inglese.
"Sono molto felice - ha detto Gianfranco Rosi, raggiunto al telefono - In questi 8 mesi il film è stato distribuito in più di 60 paesi. E mi sembra essere diventato un film di tutti. In un mondo in cui si continuano a erigere muri e barriere spero che questo film possa seguire le parole di Obama: chi costruisce dei muri costruisce una prigione per sé stesso".

"Ringrazio la commissione per aver scelto un film documentario a rappresentare l’Italia - prosegue Rosi, che poi aggiunge - Ho appena scoperto che anche l’Ucraina lo ha fatto. Questo testimonia che il confine tra cinema e documentario è sempre più labile".
Il film, iscritto agli Oscar anche nella categoria dei documentari, è anche candidato per l’European Academy.
"Da febbraio non mi sono mai fermato - chiosa Rosi -. Sono in giro in tutto il mondo come una trottola. Il messaggio di questo film arriva forte e chiaro. Ed è necessario che io lo accompagni il più possibile nel suo viaggio, anche se i paesi in cui è stato distribuito sono più di 60 e non potrò essere presente  dappertutto, ma faccio il possibile spesso al fianco del magnifico Pietro Bartolo, vero testimone di questo film. Anche in questo momento (che) sono a Parigi per l’uscita del film in Francia".  

Prossima tappa, prima della vera campagna Oscar, sarà l’America. Il film uscirà il 21 ottobre mentre la cerimonia delle mitiche ’statuette’ si terrà il 26 febbraio.
"Siamo riusciti ad accendere un faro in Europa - aggiunge Pietro Bartolo, medico di Lampedusa -. Ora lo abbiamo acceso nel mondo.  Questo grazie a Gianfranco. Questo perché io sono un medico. Non sono un  attore. Sono anni che volevamo che si accendesse questo faro e spero che attraverso questo messaggio si possa contribuire a dare fine a questa tragedia. La gente comincia a capire e voglio sognare che sarà così. Per me Gianfranco è stato il genio della lampada. Per me io già vinto tutto". Incrociamo le dita.
 
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