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giovedì 23 luglio 2015
di Silvia Di Paola
Certe notti Aterballetto
Danza, musica, poesia, e videoproiezioni sulle note delle songs di Luciano Ligabue
"Gli amori nati d’estate non conoscono la primavera ma di certo non pensano all’autunno”. Parola di Luciano Ligabue che canta da sempre gli amori fuggevoli e l’estate e le notti dell’amore. E della dispersione.
Cantava Certe notti nel lontano 1995 e canta ancora, anche se al suo posto ci sono le sue musiche e le sue  parole, la voce ma non il corpo sui palchi d’Italia, ieri sul palco del Teatro romano di Villa Pamphilj, il 30 su quello di Piazza Marcello a Lignano Sabbiadoro per un eccezionale appuntamento con l’Aterballetto che offre un mix di danza, musica, poesia e proiezioni video.
Ed è Certe notti che parte proprio da Ligabue: “L’incontro con lui - racconta il coreografo Mauro Bigonzetti - è stata una di quelle strane alchimie alle quali non si sa dare una spiegazione. Subito si è creato un forte legame…ci siamo trovati a guardare uno nell’opera dell’altro e a capire che ne poteva nascere un’opera unica”.

Poesia e video, scarpette da punta che affondano nella sabbia e giacche da cowboy, brandelli di testi da "Lettere d’amore nel frigo" e di dialoghi da Radiofreccia, brani registrati e brani live come "L’amore conta", "Piccola stella senza cielo", corpi che accelerano il ritmo della musica ma poi, negli assoli o nei passi a due  rallentano e si rimettono in sintonia con le note del Liga risucchiando dentro un pubblico trasversale.
E la mitica Certe notti, sintesi di tutta questa fascinosa operazione di contaminazione arriva, dopo essere stata attesa per oltre un’ora, alla fine, onda travolgente dentro cui si tuffano per il saluto finale i sempre energici ballerini dell’Aterballetto.

Chiosa Ligabue: “Il punto è che bisogna mettersi in testa che non esiste essere umano a cui piaccia esattamente la stessa musica... vale per ogni espressione artistica certamente ma nel caso della musica bisogna fare i conti con una variante in più che è la fisica. Perchè si tratta di vibrazioni e quindi la risposta di ognuno non è solo del cervello e dell’anima ma è una risposta di tutto il corpo. E’ per questo che gli effetti della musica (e ancor più quelli delle canzoni) sono sulle persone così soggettivi. Ecco che la risposta intera , fisica e mentale, può venire da un grande coreografo come Bigonzetti e da una prestigiosa compagnia di danza che lavora sulle mie canzoni, in modo che il corpo non soccomba a testa e anima ma venga trattato alla loro stregua e anzi si serve di loro. Il corpo dimostra di avere tanti segreti da svelare , soprattutto quelli che conosce dalla musica”.

Queste le premesse per un cammino nella notte a passo di danza. Un cammino attraverso la notte che non è il buio, il riposo, l’oscurità ma è la  notte che da sempre Ligabue ha cantato: i corpi dei ballerini in mezzo alle luci e al gioco dei video ci portano dentro la ’sua’ notte.
Una notte rigeneratrice dell’ intimità di ognuno. Una notte in cui l’oscurità è illuminante come il buio che precede l’apertura di un sipario, momento magico che ci sospende e ci spinge entro il luogo in cui il reale ed il consueto si trasformano. Una notte rivelatrice. Dopo aver seguito i corpi nell’aerea coreografia di Bigonzetti e sulle poesie  di Luciano Ligabue quella notte sarà dentro di noi.

 
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